Dalla Coppa Italia a Stamford Bridge: il Vicenza della Coppa delle Coppe 1997-1998

21 Maggio 2020

È forse una delle storie più belle del calcio italiano. Una maglia a strisce bianco e rosse, un bravo e sottovalutato allenatore, una squadra piena di talenti e di giocatori che definire memorabili è forse riduttivo. Anni d’oro per il Vicenza tra il 1994 e il 1998, le quattro stagioni di Guidolin sulla panchina dei veneti, artefice di un gruppo che ha portato a traguardi inimmaginabili per una provinciale, seppur nobilissima, del nostro calcio. Un quadriennio che ha avuto il suo clou nelle annate 1996-97 e 1997-98, gli anni della Coppa Italia e della campagna europea in Coppa delle Coppe, dove il condottiero in campo è stato quel Domenico Di Carlo che ha legato un’intera carriera alla maglia del Vicenza, con la quale ha esordito in Serie A a 31 anni, onorandola dal 1990 al 1999, divenendone il capitano nella stagione 1997-1998.

Domenico Di Carlo Vicenza
Domenico Di Carlo veste la maglia del Vicenza

L’inizio della favola

La cavalcata dei vicentini ha inizio il 28 agosto del 1996 sul campo della Lucchese, secondo turno di Coppa Italia, e termina a Stamford Bridge, ritorno della semifinale contro l’italianissimo Chelsea di Di Matteo, Zola e Vialli giocatore e allenatore. In mezzo vittorie eccezionali, un bel calcio giocato, calciatori che sono rimasti nella memoria di tutti, e un enorme rimpianto, del quale vi daremo conto alla fine del nostro viaggio. Intanto vi diciamo che in quella Coppa Italia il Vicenza elimina nell’ordine, dopo la Lucchese, il Genoa, il Milan nei quarti di finale (a San Siro nella partita di andata ad Ambrosetti risponde Roberto Baggio) e il Bologna in semifinale, prima di vincere la finale contro il Napoli. Alla sconfitta dell’andata al San Paolo per 1-0, rete di Pecchia, il Vicenza risponde con un eccezionale 3-0 nel ritorno al Menti: in rete Maini, e Rossi e Iannuzzi ai tempi supplementari, in una squadra che in quella stagione vedeva giocatori come Giovanni Lopez (capitano in quella annata), come naturalmente Di Carlo, come la coppia Murgita e Marcelo Otero, come il bomber di coppa Cornacchini, come Ambrosetti e Sartor. Fu un trionfo: la stagione successiva i veneti avrebbero vissuto l’emozione della Coppa delle Coppe.

L’avventura europea

La fascia di capitano arriva sul braccio di Mimmo Di Carlo, condottiero in quella stagione da sogno del Vicenza. Un mercato degno di una grande, quello dell’estate del 1997: arrivano in biancorosso Lamberto Zauli, Re Artù Di Napoli, Pasquale Luiso, Lorenzo Stovini, Coco e Ambrosini dal Milan, insieme a Schenardi dal Bologna. L’annata in campionato non è certamente memorabile: il meglio arriva nella strepitosa cavalcata in Coppa delle Coppe.

L’inizio del sogno: 18 settembre 1997

La formazione del Vicenza, come di consueto, tutta in piedi
Schenardi, Mendez, Viviani, Dicara, Belotti, Brivio, Ambrosetti, Coco, Luiso, Di Napoli, Di Carlo

La favola inizia al Menti contro gli ostici avversari del Legia Varsavia, che inevitabilmente arrivano a Vicenza con i favori del pronostico, se non altro per la grande esperienza in campo europeo. Gli uomini di Guidolin non sono dello stesso avviso e si sbarazzano già nel primo tempo dei polacchi con le reti del Toro di Sora Luiso, che inaugurava così gli otto gol che lo avrebbero portato a vincere la classifica cannonieri della Coppa, e di Ambrosetti. Al ritorno in Polonia ci pensa quel giocatore delizioso che era, è e sarà Lamberto Zauli a pareggiare la rete del Legia e a portare i suoi al turno successivo.

Tappa in Ucraina

Il turno successivo vede la banda di Guidolin affrontare una delle squadre più agguerrite del continente europeo. Il Vicenza arriva quindi a Donetsk per l’andata degli ottavi in casa dello Shakhtar, scontro decisamente ad alto impatto per atmosfera dello stadio e valore degli avversari. Ma in quella edizione della Coppa delle Coppe la squadra del capitano Di Carlo non conosce la paura e si presenta in Ucraina per fare la partita e non per subire il ritmo dei più blasonati avversari. I piani di Guidolin si realizzano subito: Luiso va subito in gol, il raddoppio è di Beghetto. Gli ucraini accorciano le distanze ma ancora Pasquale segna, realizza la sua prima doppietta europea e chiude le danze. Due settimane dopo al Romeo Menti il Vicenza vince di nuovo, segna ancora Luiso mentre il raddoppio è di Fabio Viviani. In mezzo il gol degli ucraini, realizzato dalla futura “stella” – si fa per dire – del Lecce, la meteora Atelkin, ulteriore perla che vi regaliamo in questo viaggio.

Goleada in salsa olandese

Il Vicenza è ormai una splendida rivelazione della competizione europea riservata ai vincitori delle coppe nazionali ed è pronta per i quarti di finale. Il sorteggio riserva ai veneti gli olandesi del Roda Kerkrade. Il primo scontro è nei Paesi Bassi, e il Vicenza segna, sogna e si diverte. Finisce 4-1 per la squadra di Guidolin, due gol del solito Luiso, poi Davide Belotti e Marcelo Otero, furetto uruguagio che in biancorosso ha lasciato soltanto ricordi meravigliosi (tra questi i quattro gol contro la Fiorentina al Franchi: era l’8 settembre del 1996). Negli annali la grande prova di Schenardi, imprendibile per gli olandesi in quella gara. Il ritorno casalingo è una formalità, che la squadra di capitan Di Carlo sbriga in scioltezza con uno splendido 5-0. Segnano praticamente tutti: ovviamente Luiso, poi Firmani (gol eccezionale), Mendez (sforbiciata quasi all’interno dell’area piccola), Ambrosetti (lancio dalla trequarti e sinistro al volo sul secondo palo) e Zauli. All’ombra del Il palazzo del Capitaniato è festa grande: sarà semifinale.

Il Chelsea, Stamford Bridge e la notte dei rimpianti

Giacomo Dicara non riesce a contenere Mark Hughes: l’esperto attaccante del Chelsea lascia partire il pallone del 3-1 che infrange le speranze del Vicenza

L’urna mette di fronte il Vicenza alla squadra più italiana d’Inghilterra. Al Menti arriva così il Chelsea di Gianluca Vialli allenatore e giocatore, di Roberto Di Matteo e Gianfranco Zola. L’andata ha il marchio del fenomeno, quello di Lamberto Zauli che con una rete da funambolo fa esplodere lo stadio. Controllo volante, dribbling e sinistro mirato all’angolo, per De Goeij non c’è nulla da fare. Il ritorno a Stamford Bridge ha l’atmosfera magica del calcio inglese e l’odore della grande impresa da compiere. La gara si sblocca al minuto 32, quando Luiso segna e zittisce Stamford Bridge, imitando Gabriel Batistuta che fece lo stesso solo pochi anni prima al Camp Nou. Non portò bene alla Fiorentina in quell’occasione, lo stesso succede al Vicenza: tre minuti dopo arriva il pareggio di Poyet, ma prima della fine del primo tempo i veneti andavano a sfiorare più volte il raddoppio. Che, ovviamente, arriva ancora con Luiso. Purtroppo, però, l’urlo viene strozzato in gola ed il gol viene annullato per un presunto fuorigioco. Una decisione che lascia tantissimi dubbi ai biancorossi e spiana la strada ai londinesi, che alla fine segnano altre due volte, prima con Zola e poi con Hughes.

A pochi centimetri dal sogno

Vicenza Chelsea Coppa delle Coppe 1997-1998
Massimo Beghetto contende il pallone a Tore Andre Flo durante la sfida d’andata del Romeo Menti

Alla fine è un gol annullato, probabilmente ingiustamente, a impedire al Vicenza l’accesso alla finale di Stoccolma, vinta poi dal Chelsea contro il certamente non imbattibile Stoccarda. Una squadra, quella tedesca, ampiamente alla portata della banda di Guidolin, così come il Chelsea di Vialli, come si è visto dalle due semifinali giocate. E il doloroso gioco dei se e dei ma va ben oltre quella Coppa delle Coppe. Perché se quei centimetri del raddoppio di Luiso a Stamford Bridge fossero stati interpretati in maniera diversa, magari il Vicenza avrebbe giocato e vinto la finale. E se pensiamo che nello stesso anno il Real Madrid vinceva la coppa dei Campioni contro la Juventus con la rete di Mijatovic (sì, quello che abbiamo ammirato lo scorso anno a Cesena), magari, il 28 agosto del 1998, al Louis II di Montecarlo avremmo potuto ammirare un qualcosa di bello, impossibile e meraviglioso, una eccezionale finale della Supercoppa Europea. Da un lato il Real Madrid di Panucci, Hierro, Roberto Carlos, Redondo, Karembeu, Raul, Mijatovic e Morientes, dall’altro il Vicenza di capitan Di Carlo, del fenomenale Lamberto Zauli, di Pasquale Luiso, di Ambrosetti e di Mister Guidolin.

il Vicenza affronta il Chelsea in Coppa delle Coppe
Giacomo Dicara disturba Gianluca Vialli sul prato del Romeo Menti. Sullo sfondo: Domenico Di Carlo
Credits: Ben Radford – Allsport

Che bello sarebbe stato, e che bello è sognarlo, oggi e per e sempre. Un sogno immortale, come i biancorossi di capitan Mimmo Di Carlo in quella Coppa delle Coppe. Fermati da una manciata di centimetri.

di Yari Riccardi