La classe del ’78: ecco i 30 giocatori più forti nati nel 1978

9 Giugno 2020

Calcio e vino hanno un aspetto in comune: non tutte le annate sono uguali; alcune sono migliori, altre decisamente meno, talvolta eccezionali, come la “vendemmia” del 1978, capace di regalarci campioni del Mondo, recordman e gregari di lusso. La mappa dei natali di questi campioni è assolutamente eterogenea e copre l’intero globo: da Buenos Aires a Tokyo, diciottomila chilometri che, nel corso dei 365 giorni trascorsi nel 1978, ci hanno regalato interpreti diversi per l’apporto che hanno dato al gioco. Tutti, comunque, hanno contribuito a regalarci gare e momenti che porteremo nei nostri cuori.

Una carrellata di campioni che trascendono i numeri, le statistiche, che hanno contribuito a ridefinire i record assoluti del gioco proprio come vedasi Miroslav Klose, che proprio oggi compie gli anni, in grado di demolire il record di Ronaldo di marcature ai Mondiali.

Nella lista che abbiamo stilato compaiono precursori, visionari, atleti in grado di farsi fautori di un nuovo concetto di calcio che prescinde dai suoi classici confini e si scopre sport veramente globale.

Ecco a voi i migliori trenta calciatori nati nel 1978:

30. Jorge ANDRADE

Credits: Photo by Adam Davy/EMPICS via Getty Images

Il suo più grande nemico non è stato un attaccante in particolare, ma la sua rotula che l’ha fatto penare per l’intera durata della sua carriera, costringendolo al ritiro ad appena trentuno anni d’età. Peccato per il difensore centrale portoghese che tanto bene aveva fatto con le maglie di Porto e Deportivo La Coruña, scrivendo pagine indimenticabili nella storia dei due club. L’occasione della vita gli si prospetta nel 2007 quando la Juventus gli offre un contratto, ma in occasione della partita contro la Roma all’Olimpico riporta la rottura totale della rotula del ginocchio sinistro. Un nuovo infortunio sullo stesso ginocchio che già ai tempi del Depor lo costrinse a nove mesi di stop. Il rientro è lento e le cose si complicano ulteriormente quando, durante il ritiro di Pinzolo, sente un’altra volta crack allo stesso ginocchio. È l’ultimo. Quello definitivo, che costringerà il portoghese ad alzare bandiera bianca

29. Lionel SCALONI

Credits: Tony Marshall/EMPICS via Getty Images

El Toro ha avuto nel Riazor la sua arena preferita nella quale esibirsi. In tanti hanno provato a matarlo, ma l’argentino non si è fatto mettere all’angolo e, anzi, ha risposto puntualmente colpo su colpo. Tanto da diventare un idolo del Deportivo La Coruña che, anche grazie alle sue falcate sulla fascia destra ed al suo eclettismo che ha consentito a mister Irureta di impiegarlo in vari ruoli, ha dominato la scena spagnola a cavallo del millennio. Partecipa con l’Albiceleste ai Mondiali di Germania 2006, scendendo in campo soltanto in occasione della sfida contro il Messico negli ottavi di finale. Dopo aver tentato l’avventura al West Ham United, giunge in Italia acquistato dalla Lazio. Il feeling con i biancocelesti impiegherà del tempo per trovare la scintilla, ma rimane a Roma fino al gennaio del 2013, quando passa all’Atalanta per poi ritirarsi all’età di trentasette anni.

28. Bonaventure KALOU

Credits: Tom Shaw /Allsport

È uno degli eroi che la Costa d’Avorio celebra in occasione della sua prima, storica qualificazione ai Mondiali. È il componente di una generazione d’oro che ha fatto la fortuna degli Elefanti ivoriani. Fratello maggiore di Salomon, Bonaventure ha fondato le sue fortune in quel di Rotterdam, disimpegnandosi egregiamente con la maglia del Feyenoord con cui si presenta al gran calcio. Dopo i sei anni al De Kuip, Kalou tenta le avventure in Francia, vestendo le casacche di Auxerre, Paris Saint Germain e Lens, prima di tornare in Olanda, all’Heerenveen per chiudere la sua carriera a trentadue anni.

27. Celestine BABAYARO

Sulla linea dei difensori o quella dei centrocampisti. Poco importa da dove parta Babayaro. La sostanza rimane la stessa: fermarlo è impossibile. Il nigeriano si mette in luce nella seconda metà degli anni novanta quando veste la maglia biancomalva dell’Anderlecht. I belgi lo pescano in Nigeria che non ha ancora sedici anni e subito mette in mostra le sue capacità. Proprio in Belgio stabilisce il record di più giovane esordiente in Champions League – sedici anni e ottantasette giorni – ed i suoi grandi margini di crescita convincono il Chelsea ad acquistarlo. Allo Stamford Bridge rimarrà fino al 2005, collezionando uno Scudetto e una Coppa delle Coppe, quando poi verrà ceduto al Newcastle United dove terminerà la sua carriera.

26. Yildiray BASTÜRK

Come molti suoi connazionali, nasce e cresce in Germania, seconda patria del popolo turco. Il trequartista si mette in mostra nelle squadre giovanili del Wattenscheid e convince i dirigenti del Bochum a versare diverse migliaia di euro nelle casse degli acerrimi rivali. Con gli Unabsteigbaren, Bastürk mette in mostra il suo repertorio che è fatto di lanci illuminanti, assist ficcanti e un ottimo tiro dalla distanza. Le sue prestazioni crescono di anno in anno finché il Bayer Leverkusen non bussa alla sua porta nel 2001. Con le Aspirine si consacra definitivamente sul palcoscenico mondiale e con la maglia della Turchia sfiora la grande impresa in Corea e Giappone dove si disputa la kermesse iridata. Rimane alla BayArena fino al 2004 quando poi firma per l’Hertha Berlino. Il suo ultimo campionato di alto livello lo gioca con lo Stoccarda nel 2007-08, poi un repentino calo di forma e di prestazioni lo convincono a dire basta a trentatré anni dopo un’unica presenza in Premier League con il Blackburn Rovers.

25. Marcelo ZALAYETA

El Panteron, è noto a tutti per le sue esperienze alla Juventus e Napoli. Per i tifosi bianconeri l’ariete uruguaiano è noto per i gol decisivi nei supplementari: non è da tutti segnare a Real Madrid e Barcellona all’over-time. Tuttavia in molti non possono neanche dimenticare l’errore ai rigori nella finale di Champions League del 2003 a favore del Milan. In carriera, Marcelo, vanta anche un secondo posto alla Copa America del 1999. Dopo il periodo in bianconero ha vissuto una proficua esperienza con la maglia del Napoli che lo ha fatto entrare nei cuori dei tifosi partenopei.