Privacy Policy 23 maggio 1999: Perugia-Milan 1-2

23 maggio 1999: Perugia-Milan 1-2

23 Maggio 2020

Il campionato 1998/99 è stato indiscutibilmente uno dei più appassionanti ed avvincenti della nostra Serie A.

Una stagione in costante equilibrio che ha visto alternarsi al vertice la Fiorentina, laureatasi campione d’inverno e successivamente la Lazio di Eriksson, impegnata nelle ultime 7 giornate in un estenuante testa a testa con il Milan.

Il “diavolo” che alla vigilia del torneo non era accreditato per fare un campionato di vertice, riuscì a superare i capitolini proprio in prossimità dell’ultima curva, dopo che Vieri e compagni vennero fermati alla 33° giornata al “Franchi”.

Il Milan così dopo aver completato la sua rincorsa giunse con la possibilità di vincere il suo 16° scudetto, in caso di una vittoria al “Curi” contro un Perugia a caccia ancora degli ultimi punti per conquistare la salvezza.

I rossoneri che nel corso della stagione avevano anche attraversato momenti difficili, trovarono la quadratura del cerchio in seguito al reintegro nell’undici titolare di Zvonimir Boban, il quale riuscì a calarsi perfettamente nel ruolo di regista della squadra cambiandone aspetto, attitudine ed atteggiamento tattico.

Il match contro gli umbri fu fin da subito in discesa per il “diavolo” che passò in vantaggio dopo appena undici minuti di orologio grazie ad una delle rivelazioni del campionato milanista Andres Guglielminpietro, in grado di siglare l’1-0 con una conclusione sporca ingrado di trafiggere Mazzantini, visibilmente sorpreso dalla traiettoria del pallone calciato dall’esterno rossonero.

Maldini e compagni galvanizzati dalla possibilità di centrare un traguardo inimmaginabile fino a qualche mese prima, continuarono a spingere il piede sull’acceleratore, sfiorando il raddoppio prima con Albertini, autore di un palo a Mazantini battuto e poi con Bierhoff ed Helveg, le cui conclusioni venivano comunque intercettate dall’ex portiere nerazzurro.

Ma sugli sviluppi successivi ad un calcio d’angolo, i rossoneri trovavano il 2-0. Autore del goal il bomber tedesco Oliver Bierhoff che autore di 19 reti in campionato, siglava il suo 15° centro di testa ed avvicinava sempre più il Milan verso il tricolore.

Qualche minuto più tardi, il Perugia che fino a quel momento era sembrato quasi inoffensivo, riesce a rientrare in partita grazie ad un’ingenua trattenuta di Gigi Sala ai danni di Rapaic, che frutta agli umbri la massima punizione concessa da Braschi.

Dagli undici metri è perfetta la trasformazione di Nakata che riapre un match, fino a quel momento quasi mai in discussione.

La rete dei padroni di casa, spaventa il Milan, costretto a rintanarsi all’interno della propria metà campo e subire gli attacchi incessanti da parte del “Grifo”.

Nel finale della prima frazione infatti è ancora il croato Rapaic ad andare vicino al pareggio, chiamando in ben due occasioni al grande intervento il giovane Abbiati.

Nella ripresa entrambe le squadre sfiorano in più di un’occasione la via della rete, ma il vero brivido scorre sulla schiena dei tifosi milanisti a pochissimi minuti dal termine.

Bucchi infatti da posizione defilata mette il pallone sotto l’incrocio dei pali, ma ad evitare la rete del 2-2 è ancora una volta un intervento prodigioso di Christian Abbiati che vola sotto l’incrocio e toglie letteralmente il pallone dal sette, negando la gioia del goal all’attaccante perugino.

Finisce in gloria per il Milan che conquista il 16° scudetto della sua storia al termine di una stagione irripetibile e che noi nostalgici ricorderemo per sempre come una delle annate più belle del nostro campionato, per via di una competitività e di un equilibrio che solo la nostra amata Serie A possedeva.

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