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Tutti i giocatori che sono passati dalla Serie C alla Nazionale in 5 anni

9 Aprile 2020

Antonio DI NATALE

Con 209 gol è il sesto goleador di sempre nella classifica dei marcatori della storia della Serie A. Totò era un campione vero. Quello che viene dalla provincia e che antepone il legame con la città e la squadra a qualsiasi altro risultato sportivo. Prima di diventare la bandiera dell’Udinese, Totò si è fatto apprezzare al Viareggio per poi sbocciare nella sua Empoli. Il primo amore. Era un bomber vero con una tecnica sopraffina, che in azzurro ha saputo regalare undici gol in 42 presenze.

Christian ABBIATI

L’espulsione di Rossi in un Milan-Perugia rappresenta l’episodio che gli cambia improvvisamente la vita. E forse anche la carriera. Tornato nelle fila rossonere, dopo il prestito in C1 al Monza, Abbiati si ritrova titolare a metà campionato. Torneo che vede il Diavolo vincere lo scudetto e spalancare le porte della Serie A e della Nazionale al giovane portiere. In azzurro conta solo quattro presenze ma al Milan gioca, seppur in due fasi, per quindici anni. Intervallati solo dalle parentesi alla Juventus, Torino e Atletico Madrid.

Bernardo CORRADI

La classica punta centrale di peso. Quella che deve farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Corradi si fa largo pian piano dalle serie inferiori e dopo tanti anni di gavetta riesce ad arrivare nel calcio che conta. Le prime soddisfazioni arrivano con la maglia del Chievo Verona, dove conquista la prima storica promozione in A e poi la Lazio dove trova anche le partite con la Nazionale. In tutto sono tredici e condite da due gol. Cambia tante casacche, l’ultima indossata è quella del Montreal Impact.

Marco MARCHIONNI

Viene pescato dall’Empoli al Monterotondo, dove gioca con profitto in Serie D. L’ottimo impatto con il calcio professionistico lo portano a giocarsi la massima serie con il Parma dove si conferma come uno de migliori esterni d’attacco del campionato. In quegli anni arriva anche la chiamata della Nazionale, dove scende in campo per sei volte senza segnare. Passa quindi alla Juventus e poi ai rivali della Fiorentina, prima di tornare al Parma e chiudere la carriera.

Fabio GROSSO

Dopo gli esordi a Chieti, si afferma a Perugia e al Palermo. Ma è in azzurro che vive l’emozione più grande. È l’eroe del 2006. Partito da riserva di Zaccardo, trova presto il posto da titolare e diventa l’uomo da copertina, con il gol alla Germania che ha fatto gioire l’Italia intera. Non contento, segnerà anche il rigore decisivo in finale. Il quinto. Quello più pesante. Con la medaglia al collo passa all’Inter senza successo e, concluso il biennio al Lione, termina la carriera nella Juventus.

Fabio BAZZANI

Credits: NEWPRESS

Dopo i tanti gol segnati nei dilettanti, arriva l’occasione del professionismo concessa dal Sandonà. E si fa spazio con le maglie di Varese, Arezzo e Venezia. Voluto fortemente da Gaucci passa al Perugia in serie A, dove segna fino alla doppia cifra. Ma gli anni più belli li passa alla Sampdoria dove con i suoi gol conquista per tre volte la maglia della Nazionale. Infine, una piccola parentesi alla Lazio, prima di tornare in blucerchiato e poi chiudere la carriera al Mezzolara, di nuovo in Serie D.

Ivan PELIZZOLI

Milita nelle giovanili dell’Atalanta con l’etichetta del predestinato, e dopo il prestito in C2 alla Triestina, da Bergamo decidono che il giovane portiere è pronto per la massima serie. Il quarto salto di categoria non lo condiziona e sforna una stagione ad alto livello che lo porta a difendere la porta della Roma per quattro anni. Con l’azzurro gioca soltanto due volte, in due amichevoli, e dopo una breve esperienza alla Reggina finisce a fare la riserva al Lokomotiv Mosca.