Privacy Policy Halloween nel calcio: l‘enciclopedia delle notti horror dagli anni ‘80 ad oggi! - Pagina 2 di 6

Halloween nel calcio: l‘enciclopedia delle notti horror dagli anni ‘80 ad oggi!

30 Ottobre 2022

INTER – JUVENTUS 4-0 (11 novembre 1984)

La data dell’11 novembre porta decisamente male alla Juventus quando si presenta allo stadio di San Siro per affrontare l’Inter e cinque anni dopo un altro 4-0 maturato contro i nerazzurri, i ragazzi di Trapattoni vanno nuovamente al tappeto con un altro poker sul groppone, ben difficile da digerire. L’assenza in difesa di Brio si fa sentire e, infatti, ben tre reti arrivano su colpo di testa. Dopo due mesi d’attesa si sblocca finalmente Karl-Heinz Rummenigge e lo fa nella partita perfetta, quando i campioni d’Italia ed acerrimi rivali della Juventus incrociano il suo cammino. Kalle apre e chiude le danze, mentre in mezzo si fanno notare Ferri e Collovati che fanno valere la propria statura e bucano Tacconi con due incornate perfette. È una Juventus in crisi che vive nella prima parte del campionato 1984-85 una fortissima crisi di risultati, mentre l’Inter si propone come una valida alternativa al Verona che veleggia verso lo Scudetto, ma al termine del campionato i meneghini si ritroveranno al terzo posto, dietro proprio agli scaligeri ed al sorprendente Torino di Junior, Dossena e Serena.

INTER – JUVENTUS 4-0

INTER: Zenga, Baresi, Collovati, Ferri (84’ Pasinato), Bergomi, Sabato, Brady, Mandorlini, Marini, Altobelli, Rummenigge. A disposizione: Recchi, Bini, Causio, Cucchi. Allenatore: Ilario Castagner

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Scirea, Cabrini, Vignola (68’ Limido), Bonini, Prandelli, Tardelli, Platini, Briaschi, Rossi (21’ Koetting). A disposizione: Bodini, Caricola. Allenatore: Giovanni Trapattoni

Arbitro: Carlo Longhi di Roma

Reti: 12’ Rummenigge, 32’ Ferri, 75’ Collovati, 88’ Rummenigge

REAL MADRID – INTER 5-1 (16 aprile 1986)

Semmai doveste chiedere a un tifoso dell’Inter qual è la rappresentazione di incubo, siamo sicuri che un’altissima percentuale di over 40 vi risponderebbe menzionando la semifinale di ritorno di Coppa UEFA al Santiago Bernabeu con il Real Madrid. Eh sì, perché mentre la squadra nerazzurra sta disputando un pessimo campionato, riesce a farsi rispettare in Europa e dopo il 3-1 con cui piegano le Merengues nel match di andata, la prospettiva di tornare a disputare una finale di una coppa europea dopo quattordici anni (sconfitta con l’Ajax di Cruijff in Coppa dei Campioni) è davvero concreta. C’è però da arginare l’entusiasmo dei novantamila cuori blancos che si assiepano sugli spalti, rendendo lo stadio qualcosa di più simile a una corrida, se non a una bolgia infernale. E i nerazzurri diretti da Corso, che proprio contro il Real Madrid aveva alzato una Coppa dei Campioni, diventano piccoli piccoli, mettendo alla berlina degli spagnoli tutte le fragilità mostrate in campionato. È un assalto alla porta di Zenga e il fortino crolla ad un solo minuto dall’intervallo: il rigore realizzato da Hugo Sanchez dà sprint ed energie al Real Madrid che punta dritto al 2-0 per accedere alla finale di Coppa UEFA. Ci riesce con Gordillo, ma dopo tre giri di lancette la doccia fredda: Tardelli viene atterrato in area e Brady batte Agustin dal dischetto. È una battaglia continua e l’arbitro Kelzer assegna il terzo penalty, ancora realizzato da Hugo Sanchez. Nell’altalena di emozioni è l’entusiasmo madrileno a sopraffare lo spirito degli interisti: nella ripresa, complice l’espulsione di Mandorlini, il Real Madrid saluta i nerazzurri e fa una manita con la doppietta taglia-gambe di Santillana.

REAL MADRID – INTER 5-1

REAL MADRID: Agustin, Chendo, Camacho, Maceda, Sanchis (14’ Salguero), Gordillo (110’ Juanito), Butragueño, Michel, Sanchez, Gallego, Santillana. A disposizione: Ochotorena, Martin Vasquez, Juanito, Cholo. Allenatore: Luis Molowny

INTER: Zenga, Bergomi, Mandorlini, Baresi, Collovati, Ferri, Fanna, Tardelli, Altobelli (51’ Marini), Brady, Rummenigge (83’ Bernazzani). A disposizione: Lorieri, Cucchi, Minaudo. Allenatore: Mario Corso

Arbitro: Jan Kelzer (Olanda)

Reti: 44’ rigore Sanchez (Real Madrid), 63’ Gordillo (Real Madrid), 66’ rigore Brady (Inter), 74’ rigore Sanchez (Real Madrid), 93’ Santillana (Real Madrid), 107’ Santillana (Real Madrid)

Espulso: 100’ Mandorlini (Inter) per somma di ammonizioni

Ammoniti: Chendo e Maceda (Real Madrid); Fanna e Tardelli (Inter)

MILAN – JUVENTUS 4-0 (12 marzo 1989)

Ci sono gesti che rimangono nella storia. E sicuramente il volo d’angelo di Graziano Mannari per insaccare il gol del 3-0 è uno di quelli che segnano i ricordi dei tifosi milanisti, specialmente di quelli un po’ più stagionati. A molti non dirà tanto il nome di Lupetto, ma è stato uno dei talenti più precoci e sfortunati che si ricordino negli ultimi quarant’anni. Una serie incredibile di infortuni ne ha condizionato la carriera che, fondamentalmente, è finita prima di decollare. Ma in tema “aereo” Graziano fece in tempo a finire nella storia del Milan con una splendida realizzazione che fece andare in visibilio San Siro: cross dalla sinistra di Donadoni e tuffo di testa di Mannari che mandava la palla a scavalcare Tacconi ed insaccarsi all’incrocio dei pali. E anzi, ci fu anche il tempo di celebrare la sua doppietta, proprio allo scadere, confezionata superando l’estremo difensore avversario e depositando in rete. Dall’altra parte, invece, i tifosi bianconeri ricordano una delle sconfitte più nette e brucianti a cospetto del Diavolo, dominatore in lungo e in largo della partita e capace di mettere al tappeto la Vecchia Signora nel giro di un quarto d’ora con due reti.

MILAN – JUVENTUS 4-0

MILAN: Galli, Tassotti, Maldini, Colombo, Rijkaard, Baresi, Donadoni (70’ Costacurta), Ancelotti, van Basten, Gullit, Evani (59’ Mannari). A disposizione: Pinato, Mussi, Viviani. Allenatore: Arrigo Sacchi

JUVENTUS: Tacconi, Favero (46’ Brio), De Agostini, Galia, Bruno, Tricella, Marocchi, Rui Barros, Mauro, Zavarov (46’ Magrin), Laudrup. A disposizione: Rubini, Altobelli, Buso. Allenatore: Dino Zoff

Arbitro: Pietro D’Elia di Salerno

Reti: 12’ autorete Tricella, 14’ Evani, 69’ Mannari, 86’ Mannari

Ammonito: Magrin (Juventus)

NAPOLI – JUVENTUS 5-1 (1° settembre 1990)

È l’ultimo trofeo alzato al cielo da Diego Armando Maradona con la maglia del Napoli. È la prima edizione della Supercoppa Italiana. È il primo gol ufficiale di Roberto Baggio con la maglia della Juventus. È una delle sconfitte più pesanti dei bianconeri nella loro storia. Ce ne sono di motivi per ricordare quel 1° settembre 1990. Con i Mondiali di Italia ‘90 ormai alle spalle, c’è da iniziare la nuova stagione e per la prima volta la vincitrice della Coppa Italia e dello Scudetto si fronteggiano per aggiudicarsi la Supercoppa Italiana. Inutile dire come tutti gli occhi siano rivolti al Pibe de Oro che torna nello stadio che l’ha visto vincere la lotteria dei rigori contro l’Italia, ma c’è anche tantissima curiosità per la coppia d’attacco che sfoggia la Juventus del visionario Maifredi: assieme a Roberto Baggio, vero e proprio colpo di mercato, c’è anche Salvatore Schillaci, l’eroe nazionale dell’estate appena passata. Tuttavia, è un uragano azzurri quello che travolge la formazione juventina: troppo spregiudicata l’impostazione voluta da Maifredi e per i giocatori del Napoli è come andare a nozze nelle praterie che si aprono loro davanti. Sono quattro le reti messe a segno alle spalle di Tacconi che deve riciclarsi difensore aggiunto per tappare le voragini che gli spalancano davanti. Andrea Silenzi e Antonio Careca realizzano una doppietta, mentre Crippa li “interrompe” con la terza marcatura in slalom fra i difensori avversari. A poco serve la punizione di Roberto Baggio che batte Galli per indorare la pillola. Sarà una stagione complicata per la Juventus. E questa débâcle non ne è che il presagio.

NAPOLI – JUVENTUS 5-1

NAPOLI: Galli, Ferrara, Francini, Crippa (80’ Rizzardi), Baroni, Corradini, De Napoli, Alemão, Careca, Maradona, Silenzi (80’ Mauro). A disposizione: Taglialatela, Venturin, Incocciati. Allenatore: Albertino Bigon

JUVENTUS: Tacconi, Napoli, Bonetti (46’ De Marchi), Galia, Julio Cesar, De Agostini, Hässler (46’ Fortunato), Marocchi, Casiraghi, Baggio, Schillaci. A disposizione: Bonaiuti, Alessio, Di Canio. Allenatore Luigi Maifredi

Arbitro: Carlo Longhi di Roma

Reti: 9’ Silenzi (Napoli), 21’ Careca (Napoli), 39’ Baggio (Juventus), 43’ Crippa (Napoli), 45’ Silenzi (Napoli), 72’ Careca (Napoli)

Ammoniti: Corradini e Ferrara (Napoli); De Marchi e Galia (Juventus)

JUVENTUS – ROMA 5-0 (18 novembre 1990)

È un Totò Schillaci in forma mondiale quello che schianta la Roma con una tripletta, dimostrando di avere ancora quell’aura che l’ha fatto diventare l’eroe delle Notti Magiche. La Juventus di Gigi Maifredi alterna grandi prestazioni a clamorosi scivoloni, ma quando è in forma dimostra di poter far male a chiunque. Eccome. Dall’altra parte, invece, è letteralmente notte fonda e il solo Giannini prova ad infastidire la Vecchia Signora con due azioni, una per tempo, che sembrano poter tenere a galla la Roma. Invece i giallorossi prendono un’imbarcata senza eguali e il povero Zinetti è costretto a raccogliere ben cinque palloni in fondo al sacco. Che sia una giornata storta lo testimonia anche la sfortunata autorete di Aldair che nel tentativo di alleggerire di testa, lascia partire un pallonetto beffardo che supera impietosamente l’estremo difensore ex Bologna e Pescara. Sarà comunque una delle poche soddisfazioni di questa stagione per i piemontesi che, nonostante la presenza in squadra di grandi giocatori come lo stesso Schillaci e di Roberto Baggio, finirà addirittura fuori dalle competizioni europee.

JUVENTUS – ROMA 5-0

JUVENTUS: Tacconi, Luppi, Julio Cesar, Corini (79’ Bonetti), De Marchi, De Agostini, Hässler, Marocchi (88’ Alessio), Schillaci, Baggio, Di Canio. A disposizione: Bonaiuti, Napoli, Galia. Allenatore: Luigi Maifredi

ROMA: Zinetti, Berthold, Nela, Piacentini, Aldair, Comi (46’ Carboni), Desideri, Di Mauro, Völler, Giannini, Rizzitelli (53’ Muzzi). A disposizione: Alidori, Gerolin, Salsano. Allenatore: Ottavio Bianchi

Arbitro: Loris Stafoggia di Pesaro

Reti: 23’ Schillaci, 29’ Schillaci, 55’ autorete Aldair, 61’ Schillaci, 90’ Baggio

Espulsi: 76’ Di Canio e Julio Cesar (Juventus) e Nela (Roma) per reciproche scorrettezze

Ammoniti: Carboni e Comi (Roma)

MILAN – NAPOLI 5-0 (5 gennaio 1992)

Il Diavolo è una schiacciasassi. Non ci sono altre parole per definire in altro modo il ruolino di marcia della squadra guidata da mister Capello che, dopo aver ereditato da Sacchi la gestione della panchina, riesce a metter su una macchina perfetta che non perde neanche un colpo. Infatti, al termine della stagione 1991-92 il Milan sfoggia un bello “zero” nella casella delle sconfitte: non accadeva dalla stagione 1978-79 quando fu il Perugia di Castagner a centrare questo storico obiettivo. E se i rossoneri pregustano una befana dolcissima, i tifosi napoletani giunti sugli spalti di San Siro per sostenere la propria squadra sono costretti ad assistere impietosi al naufragio della propria squadra, presa letteralmente a pallonate dagli avversari. Il primo acuto, infatti, giunge quando la lancetta dei secondi non ha ancora completato il primo giro, grazie a Paolo Maldini che batte l’ex Galli. Poi Rijkaard e quindi Massaro per certificare la superiorità dei padroni di casa. Dopo il ritorno dagli spogliatoi, si assiste alla pura accademia meneghina che va in rete anche con Donadoni e van Basten: l’olandese, così, inizia il 1992 come aveva terminato l’anno precedente. Segnando ogni domenica. Mister Ranieri, invece, non sa che contromisure prendere e rende le armi agli avversari.

MILAN-NAPOLI 5-0

MILAN: Rossi, Tassotti, Maldini, Albertini (70’ Fuser), Costacurta, Baresi, Evani, Rijkaard, van Basten, Donadoni, Massaro (80’ Cornacchini). A disposizione: Antonioli, Gambaro, Ancelotti. Allenatore: Fabio Capello

NAPOLI: Galli, Ferrara, Francini, Crippa, Alemão (75’ De Agostini), Blanc, Pusceddu, De Napoli, Careca, Zola, Padovano. A disposizione: Sansonetti, Filardi, Tarantino, Silenzi. Allenatore: Claudio Ranieri

Arbitro: Carlo Sguizzato di Verona

Reti: 1’ Maldini, 27’ Rijkaard, 40’ Massaro, 64’ Donadoni, 80’ van Basten

Espulso: 89’ Costacurta (Milan) per gioco non regolamentare

Ammoniti: Albertini e Tassotti (Milan); Alemão (Napoli)

FIORENTINA – MILAN 3-7 (4 ottobre 1992)

La quinta giornata del campionato 1992-93 è una giornata davvero pazza. Infatti, è la giornata dei record e in Serie A si segnano ben quarantotto reti: una media di oltre cinque a partita. Il cambio di regolamento entrato appena in vigore che costringe i portieri a giocare il pallone con i piedi su retropassaggio volontario complica la vita agli estremi difensori ed esalta, invece, il pubblico sugli spalti. Quel pomeriggio si sarà sicuramente divertito quello di fede rossonera, meno quello viola che ha assistito al tracollo della Fiorentina sotto i colpi di un Milan cinico e spietato. Al triplice fischio finale si contano dieci gol, ma ben sette finiscono alle spalle del povero Mannini. Sugli spalti Vittorio Cecchi Gori è livido di rabbia e nel post-partita esplode una feroce polemica con Radice che, a suo dire, è il principale responsabile della débâcle. A parziale giustificazione per i padroni di casa c’è il 7-1 rifilato all’Ancona due settimane prima, oltre al fatto di incontrare un Milan che non conosce la parola sconfitta in campionato da più di un anno e mezzo (19 maggio 1991, sconfitta contro il Bari per 2-1). La macchina guidata da mister Capello è perfetta ed i suoi ingranaggi sono oliatissimi. Inoltre, c’è un Marco van Basten in forma strepitosa che ha già segnato quattro reti in altrettante partite: il Cigno di Utrecht si ripete segnando una doppietta nel finale. Lo imitano anche Gullit e Massaro, mentre Lentini segna soltanto una rete. Eppure la Viola si era portata in vantaggio con Baiano e le reti di Effenberg e Di Mauro sono solo un pannicello caldo che non placa la contestazione dell’Artemio Franchi.

FIORENTINA – MILAN 3-7

FIORENTINA: Mannini, Carnasciali, Carobbi, Di Mauro, Verga, Effenberg, Laudrup, Batistuta, Orlando, Baiano. A disposizione: Betti, Fiondella, Iachini, Bartolelli, Beltrammi. Allenatore: Luigi Radice

MILAN: Antonioli (46’ Rossi), Tassotti, Maldini, Albertini (57’ Evani), Costacurta, Baresi, Rijkaard, van Basten, Gullit, Massaro. A disposizione: Gambaro, Eranio, Simone. Allenatore: Fabio Capello

Arbitro: Gianni Beschin di Legnago

Reti: 14’ Baiano (Fiorentina), 25’ Massaro (Milan), 34’ Lentini (Milan), 42’ Gullit (Milan), 45’ Massaro (Milan), 48’ Effenberg (Fiorentina), 79’ van Basten (Milan), 87’ Gullit (Milan), 89’ Di Mauro (Fiorentina), 90’ van Basten (Milan)

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