Privacy Policy I 10 marcatori più "esperti" a realizzare una rete in una finale di Coppa Campioni - Pagina 2 di 3

I 10 marcatori più “esperti” a realizzare una rete in una finale di Coppa Campioni

18 Maggio 2020

6) Daniele MASSARO – MILAN-BARCELLONA 4-0 (1993-94) – 32 anni e 360 giorni

Per un giorno ha preso il posto di Zeus in cima all’Olimpo: Daniele Massaro insegue il pallone durante il match di Atene contro il Barcellona

Eccolo qui il nostro bomber, che si piazza al sesto posto della classifica grazie alla storica doppietta nel primo tempo contro il Barcellona. Due reti fantastiche che, a cinque giorni dallo spegnimento delle trentatré candeline, lo rendono il terzo italiano in classifica e il primo giocatore a segnare due goal in una finale di Champions League. Chapeau.

5) Teddy SHERINGHAM – MANCHESTER UNITED-BAYERN MONACO  2-1 (1998-99) – 33 anni e 1 mese

L’attaccante inglese ha appena realizzato il gol del pareggio durante la finale più pazza che si ricordi: la rimonta del Camp Nou è solo al suo primo atto

L’avevamo evocata. Una delle partite più al cardiopalma e rocambolesche della storia del calcio. Il Bayern è avanti grazie alla rete in apertura di Basler. Sir Alex tenta il tutto per tutto inserendo nella mischia Sheringham e Solskjaer, e i neo-entrati riescono a ribaltare il risultato nei tre minuti di recupero concessi da Collina. Al novantesimo il trentatreenne Sheringham corregge in porta un tentativo maldestro di Giggs, e sul calcio d’angolo successivo il norvegese completa la rimonta con un tap-in ravvicinato. Apoteosi per gli inglesi, apocalisse per i tedeschi.

4) Phil NEAL – ROMA-LIVERPOOL 1-1 (5-3 d.c.r.) (1983-84) – 33 anni e 3 mesi

Phil Neal ha appena infilato la porta difesa da Franco Tancredi: davanti al lui uno sconsolato Dario Bonetti, con Bruno Conti sullo sfondo

Nella sua unica finale di sempre nel principale torneo europeo, per giunta in casa allo Stadio Olimpico, la Roma vive una delle notti più drammatiche della sua storia. Il terzino trentatreenne porta gli inglesi subito in vantaggio, ma l’incornata precisa del solito Pruzzo riporta la situazione in parità. Ai calci di rigore Neal si riconferma infallibile, mentre Conti e Graziani gettano al vento i rigori più importanti della loro carriera, consegnando di fatto la coppa al Liverpool al termine di una partita che i romanisti ricorderanno anche per l’incomprensibile rifiuto di Paulo Roberto Falcão di andare sul dischetto.