La Top 11 della Terra dei canguri “italiani”

26 Giugno 2020

Carl VALERI

Mediano di sostanza, Carl nasce nel 1984 a Canberra e viene notato dagli osservatori nerazzuri dell’Inter e portato subito in Italy. Dopo essersi fatto le ossa nel settore giovanile interista, inizia una carriera da girovago tra la serie cadetta e le colline del centro-Italia: SPAL, Grosseto, Sassuolo e Ternana. Nonostante la prima storica promozione in A del club neroverde, Carl Valeri non riesce ad esordire nel massimo campionato e dopo alcuni mesi passati a Terni rescinde il contratto con gli umbri per e accordarsi col Melbourne Victory.

John ALOISI

Credits: Ivano Frittoli

Un’istituzione del calcio australiano. Con 27 centri in 55 match è uno dei più grandi goleador dei Canguri. Arriva in sordina, nel novembre del 1995, poco più che ragazzo, trovandosi addosso la casacca grigiorossa della Cremonese. Al Giovanni Zini si fa conoscere, però, per due pericolose retrocessioni consecutive e per poco altro. Le statistiche raccontano di quattro miseri gol tra Serie A e B. Nell’estate del 1997 John decide di trasferirsi a Portsmouth. Da Adelaide alla pianura padana senza troppo amore, il feeling tra Aloisi e il nostro campionato finisce abbastanza in fretta. E pensare che la storia d’amore tra Aloisi e Cremona era cominciata nel migliore dei modi: 26 novembre 1995, due minuti e boom, pallone in rete. Il gol più veloce all’esordio di un calciatore straniero in Serie A…

Massimiliano VIERI

Credits: Alessandro Sabattini – Getty Images

Se Paul Okon era amico di Christian, Max ha rapporti ancora più stretti col bomber della Nazionale, essendo suo fratello. Negli anni ’90 le coppie di fratelli da Nazionale erano due: gli Inzaghi e i Vieri. Gli Inzaghi son riusciti a vestirla quella maglia. Massimiliano ne ha fatta tanta di gavetta e dalla gavetta non è mai uscito completamente. Nasce a Sydney nel 1978 quando il padre Roberto è in forza ai Marconi Stallions, squadra australiana in cui si è trasferito dopo una lunga carriera in Serie A. Max Vieri lascia poche tracce in Italia: si ricorda una gran stagione al Brescello nel 1999-00, con dodici gol ed una promozione in Serie B sfumata d’un soffio. La Juventus non lo riscatta e veste, quindi, una decina di maglie tra Serie B e Serie C, tra cui quelle di due nobili decadute come Napoli e Verona. Nel 2004-05 passa alla Ternana che, per qualche strana coincidenza, mette sotto contratto tutti gli australiani passati in Italia. Grazie al doppio passaporto si toglie la soddisfazione di vestire la maglia dei Socceroos, ma non è tra i convocati per il Mondiale: il destino – e anche Guus Hiddink – ci ha tolto la magia di una possibile sfida fraticida in quel di Kaiserslautern tra Max e Christian.

Roberto VENTURATO

Abbiamo bisogno di un tecnico capace e preparato per disegnare una squadra accettabile. E allora come non rivolgersi ad un personaggio che è riuscito con pochi mezzi a tenere a galla un piccolo club come il Cittadella? Nasce nel 1963 ad Atherton, in Australia, da genitori veneti. Vede l’Italia per la prima volta da ragazzino, nel 1973, stabilendosi a Cremona con la famiglia. Venturato vive la carriera di calciatore nella provincia più provincia d’Italia, nel ruolo di mediano, tra Giorgione, Pergocrema e Pizzighettone. Nostalgico ad honorem.

di Cristian Brighenti