Privacy Policy Lazio-Marsiglia in Europa vuol dire solo Simone Inzaghi (VIDEO)

Lazio-Marsiglia in Europa vuol dire solo Simone Inzaghi (VIDEO)

21 Ottobre 2021

Ci sono, nella storia, nella vita e ovviamente anche nel calcio, corsi e ricorsi che riportano alla mente fatti, volti e personaggi di un passato sepolto tra milioni di ricordi, e che tuttavia ritorna in mente con una facilità di una estrema dolcezza. Aveva forse ragione Marcel Proust?

 “Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta?”.

 La madeleine, o maddalena, è un dolcetto che prima o poi tutti abbiamo mangiato. Stavolta non ha la forma di pasticcino, ma la forma del prossimo incontro di Europa League tra Lazio e Marsiglia. Ce lo immaginiamo, il tifoso laziale che prende il biglietto per la gara e si trova immerso in un turbinio di ricordi troppo belli per essere messi in un cassetto. Leggi Lazio contro Marsiglia, ed inevitabilmente torni indietro di 21 anni, quando la Champions League aveva una formula che definire complessa è addirittura riduttivo, e quando, in una sera di marzo, Simone Inzaghi è entrato nella storia delle competizioni europee in quanto unico italiano ad aver segnato quattro (o più) reti in una sola gara di Coppa dei Campioni. E’ in un club ristretto, insieme a Marco Van Basten, Messi, Gomis, Mario Gomez, Lewandowski, Ibra, Luiz Adriano, i recentissimi Gnabry ed Haller, Ilicic, Dado Prso, Van Nistelrooy, Shevchenko, Cristiano Ronaldo e Giroud.

L’anno dello scudetto

La stagione 1999/2000 rischia di essere piena di madeleine per i tifosi della Lazio. Reduci dalla vittoria della Coppa delle Coppe (l’ultima edizione) e della Supercoppa Italiana nell’annata precedente, oltre che da un secondo posto in campionato, i ragazzi di Eriksson aprono la stagione vincendo la Supercoppa Europea contro il Manchester United e prendendo subito possesso del campionato, in un duello senza esclusione di colpi contro la Juventus terminato all’ultima giornata, sotto la mitologica pioggia di Perugia e con il leggendario gol di Calori contro i bianconeri, mentre i biancocelesti strapazzano la Reggina all’Olimpico. Quella stagione vede anche la vittoria della Coppa Italia, vinta nel doppio confronto contro l’Inter. E’ dunque un anno magico per la Lazio, la Lazio dell’opulenza e delle grandi campagne acquisti: nell’estate del 1999 arrivano a Formello Sensini, Simeone, Veron e Simone Inzaghi, che vanno ad aggiungersi a Nesta, Salas, Mancini, Nedved, Sergio Conceicao, Boksic, Stankovic, Mihajlovic, Marchegiani, Negro, Favalli e Pancaro, Couto, Gottardi e tanti, troppi altri. Giusto per ricordarlo, nell’estate 1999/2000 la Lazio ha addirittura venduto Vieri all’Inter. In tutto questo Eldorado, la squadra ha anche partecipato alla Champions League, dopo il secondo posto della stagione 1998/1999. Ed ecco la madeleine, ecco Lazio-Marsiglia. Ecco le quattro reti di Simone Inzaghi. Ma andiamo con ordine.

La lunga strada verso il poker

Due fasi a gironi, e poi l’eliminazione diretta. Decisamente complicata la formula della Champions League 1999/2000, e decisamente ottimo il cammino della Lazio in entrambi i raggruppamenti. I biancocelesti chiudono il gruppo A al primo posto, 14 punti in 6 partite, 4 vittorie e due pareggi: 1 a 1 in Germania contro il Leverkusen, vittorie casalinghe e in trasferta con Dinamo Kiev e Maribor, pareggio al ritorno contro il Bayer. Bene anche il girone della seconda fase: la vittoria a Marsiglia, il pareggio a reti bianche contro il Chelsea a Roma, la sconfitta casalinga contro il Feyenoord e il conseguente pareggio in Olanda. A questo punto la sfida casalinga contro i francesi è cruciale per proseguire nella competizione.

La serata memorabile di Simone

E’ il 14 marzo del 2000. All’Olimpico di Roma lo spettacolo inizia immediatamente, il sipario si apre e dopo poco più di un quarto d’ora. Lancio per Boksic sulla trequarti, sponda di testa per Nedved che di prima lancia in profondità Inzaghi, che come da tradizione di famiglia scatta sul filo del fuorigioco, stop a seguire e destro alle spalle di Porato. E’ un Marsiglia con buone individualità: ci sono in campo Luccin, De La Pena, Dalmat e Robert Pires, giocatori di fama internazionale che tuttavia quella sera sono travolti dalla Lazio. Tutti, nessuno escluso. Minuto 36, contropiede perfetto: Negro serve lo scattante Conceicao sulla destra, cross rasoterra che Simone con tutta la calma del mondo mette in rete, praticamente solo davanti al povero portiere del Marsiglia. Passa un minuto e Inzaghi fa tripletta: Porato rinvia, colpo di testa a far ripartire l’azione della Lazio, numero di Stankovic che salta l’uomo poco dopo la linea mediana del campo e serve Conceicao, che serve la palla di ritorno al serbo, il quale allarga sulla sinistra per Boksic che calcia al volo, il portiere non trattiene e l’ex Piacenza mette dentro la sua terza rete. C’ il tempo per il gol di Leroy su assist di De La Pena, ma la Lazio non si ferma, e nemmeno Inzaghi, che addirittura al minuto 57 si prende il lusso di sbagliare un calcio di rigore (tra l’altro tirato anche piuttosto bene) che Porato respinge. L’attaccante si riprende subito, quando al 71esimo viene messo davanti alla porta dalla combinazione Nedved-Boksic: Inzaghi viene steso in mezzo all’area, la palla arriva comunque a Conceicao, nel frattempo il centravanti si è già rialzato pronto a raccogliere l’invito del portoghese. Lazio – Marsiglia 4 a 1, tutte e quattro le reti di Simone Inzaghi. Il sigillo lo mette Boksic, su assist ancora dello scatenato Sergio Conceicao. Nella storia tuttavia c’è soltanto Simone.

Come è andata a finire

L’attuale allenatore dell’Inter termina quella Coppa dei Campioni con 9 reti all’attivo, un gradino sotto Jardel, Rivaldo e Raul e davanti a Rebrov e Tore Andre Flo. Quella Lazio, dopo la serata storica col Marsiglia, va a vincere a Londra contro il Chelsea (2 a 1 per i biancocelesti, ancora in gol Simone), guadagnandosi il primo posto nel girone davanti ai londinesi. Ai quarti la sfida è contro il Valencia di Cuper, imbattibile al Mestalla: la goleada subita all’andata (5 a 2, Angulo, tripletta di Gerard e Claudio Lopez per gli spagnoli, Inzaghi e Salas per la Lazio) rende improbo il ritorno a Roma, eppure i ragazzi di Eriksson ci provano, regalando una prova gagliarda purtroppo condita soltanto dalla rete di Veron.

La gara contro il Marsiglia fa entrare definitivamente Simone nei cuori dei tifosi della Lazio. C’è la sua firma nel 3 a 0 contro la Reggina, ultima gara di campionato che ha regalato lo scudetto ai biancocelesti del presidente Cragnotti. Un ricordo dolce quello del 14 marzo di ormai 21 anni fa, quando un ragazzo che l’anno prima faceva gol a raffica con la maglia del Piacenza si ritrova protagonista nella più prestigiosa competizione europea. Una bella favola, forse sempre un po’ poco celebrata rispetto ad altre storie. Dalla provincia ai record in Champions League, la favola di Simone Inzaghi da Piacenza. Chissà cosa avrebbe provato questa sera, se fosse ancora sulla panchina della Lazio, trovandosi davanti quelle maglie che tanti anni fa hanno contribuito alla sua serata magica. Fu vera gloria, senza alcun dubbio, visto che Simone è anche il miglior marcatore nelle Coppe Europee nella storia della Lazio con 20 reti. Quattro in quella dolce madeleine che è Lazio-Marsiglia.

di Yari Riccardi