Le 20 magliette da portiere più iconiche degli anni ’90

15 Ottobre 2020

Le maglie da calcio sono il cuore della passione, un’identità così immediata che i colori della divisa raccontano, meglio di ogni icona: sono la storia di un club. Non è un caso che spesso ci si riferisca a una squadra partendo dai colori delle stesse casacche: Bianconeri, Rossoneri, Nerazzurri, Giallorossi e Biancazzurri rimandano alla mente le maglie delle nostre compagini. Ma questo discorso ha la stessa valenza quando si parla di Blues, Reds, Azul y Oro, Roja o Submarino Amarillo richiamano alle gloriose compagini estere.

Tuttavia, nella storia del gioco c’è una maglia che per senso pratico ha dovuto abbandonare le cromature tradizionali in virtù di una necessità legata al gioco: la maglia da portiere. Quello dell’estremo difensore è un lavoraccio: solitario, sottovalutato e tuttavia spesso decisivo. Il numero uno, con la sua divisa al seguito, è il ruolo che meglio può raccontare l’evoluzione della moda legata al pallone, essendo le maglie slegate dai tradizionali canoni cromati. Le aziende produttrici, dunque, nel loro caso, hanno dato libero sfogo alla fantasia.

Ma la storia delle maglie da portiere non ha sempre vissuto attimi di gloria: per quasi mezzo secolo gli estremi difensori si sono dovuti “accontentare” di maglie completamente nere o grigie – basti ricordare gli esempi di Lev Jascin e Fabio Cudicini, i due Ragni Neri degli anni ’50 e ’60 – fino a quando nel dopoguerra ai portieri sono state concesse casacche verdi o gialle. La vera svolta arriva negli anni settanta, quando le grandi aziende di moda sono entrate con prepotenza nel mondo del pallone, sacrificando la tradizione in favore del mito del trendy.

Ma ancor più degli stilisti, a cambiare le regole della moda del portiere – in un vero e proprio big bang culturale e cromatico – è stato un portiere dalla grande statura creativa, contrapposta alla modesta statura: Jorge Campos. Il portiere messicano, dall’alto del suo metro e sessantotto, regalò alle platee mondiali delle maglie da lui stesso realizzate che ci hanno deliziato con colori e fantasie mai viste prima.

Da allora, estremi difensori e marchi sportivi ci hanno regalato delle autentiche perle, che soprattutto negli anni ‘90 ci hanno donato alcune delle divise più iconiche della storia. Qui di seguito la nostra selezione delle venti maglie da portiere più belle del periodo della nostalgia.

20.  ROMA 1997-98

La Roma, nel pieno della sua rivoluzione stilistica che ha visto l’abbandono del Lupetto di Piero Gratto in virtù dell’attuale scudo con il logo della città, decise di regalare maglie tradizionali per la stagione 1997-98. Una rivoluzione che, però, non toccò del tutto le maglie dei portieri. Le divise in dotazione a Konsel e Chimenti, sia nella tradizionale versione nera, che nell’alternativa grigia, presentano il lupetto sui fianchi, al termine di una fantasia che si chiude in un semicerchio rosso. 

19.  NEWCASTLE 1996-97

Il Newcastle United, nelle stagioni 1995-96 e 1996-97, fu il terrore del dominante Manchester United in Inghilterra. Altrettanto “fuorviante” è la divisa del compianto Pavel Srnicek, che nel 1997 ci regalò una delle divise più fantasiose della storia dei portieri: dopo l’iconica casacca con la silhouette della città di Newcastle-upon-Tyne, la Adidas – sponsor tecnico dei Magpies – ideò una maglia che presentava al centro una linea a zig-zag azzurra che divideva da un lato dei dettagli in fantasia grigi e neri, mentre nel versante sinistro presentava delle linee bianche che ripercorrevano i tratti geometrici. Davvero difficile rimanere lucidi davanti a quella divisa.

18. AJAX 1994-95

La maglia dell’Ajax ha un design iconico e immortale: la grande banda rossa su fondo bianco. Umbro, nella stagione 1994-95 decise di osare con la maglia del portiere, vestita dal giovane Edwin van der Sar. La maglia dell’estremo difensore dei Lancieri è un mix di innovazione e dettagli tradizionali: la casacca gialla, con girocollo alto, presenta lungo le maniche e il torace elementi geometrici bianchi, rossi e azzurri che richiamano la bandiera olandese. A fine stagione quella divisa sarà immortalata insieme alla Champions League, vinta proprio dai Godenzonen ai danni del Milan.

17. DANIMARCA 1992

La favola danese degli Europei del 1992, edizione che gli scandinavi si aggiudicano dopo essere stati ripescati, ha un eroe indiscusso: Peter Schmeichel e la sua maglia multi cromatica. Una divisa iconica, la quale presenta strisce verticali e oblique che danno forma ad una trama a esagoni, lasciando spazio ad uno sfondo giallo, azzurro e rosa. Una maglia che gli attaccanti tedeschi non potranno mai dimenticare, a prescindere dall’efficacia stilistica.