Ma come abbiamo fatto ad uscire al girone ad Atlanta ’96?

7 Aprile 2021

Alessandro PISTONE (Inter)

Si fa notare con la maglia del Vicenza e l’Inter scommette su di lui, investendo un miliardo e mezzo per il suo cartellino. Con l’arrivo di Hodgson sulla panchina nerazzurra, conquista pian piano la fiducia del tecnico inglese che, alla lunga, lo preferisce a Roberto Carlos per le sue maggiori attitudini difensive. Sarà, suo malgrado, il carnefice del futuro meneghino del nazionale carioca.

Luigi SARTOR (Vicenza)

Il trevigiano, dopo gli inizi alla Juventus e alla Reggiana, lancia la sua carriera a Vicenza, dove dopo il campionato cadetto 1994-95 risulta come uno dei migliori interpreti nella corsa per la promozione in Serie A. Nel massimo campionato l’inizio è promettente, tuttavia qualche infortunio ne compromette il rendimento nel girone di ritorno. Alle Olimpiadi sostituirà Christian Panucci, infortunatosi in allenamento alla vigilia della rassegna.

Centrocampisti

Raffaele AMETRANO (Udinese)

Dopo tanta gavetta, Ametrano esplode a Udine sotto le gestioni di Galeone prima e Zaccheroni poi. Vive due anni al Friuli e il biennio in bianconero rappresenta quello qualitativamente più alto. Fa registrare prestazioni così buone e continue che il commissario tecnico gli dà un posto da titolare e, al termine dell’estate, risponde positivamente alla chiamata della Juventus.

Antonino BERNARDINI (Torino)

Il centrocampista cresciuto nel Torino, trova i suoi primi minuti in Serie A vestendo la maglia della Roma, prima di tornare nella città della Mole ed esplodere definitivamente nel massimo campionato, con cui troverà i primi gol tra i professionisti. Due di questi vengono segnati nella sfortunata stagione appena conclusa che sancisce la retrocessione dei granata.

Massimo BRAMBILLA (Parma)

Dopo gli esordi nella sua Monza, arriva nel grande calcio nelle fila del Parma nell’estate del 1995. La sua prima stagione ducale è contraddistinta dalle numerose prestazioni caratterizzate da tantissima sostanza, senza però segnare alcuna rete. Tuttavia, il suo lavoro viene notato da Cesare Maldini che gli consegna spesso e volentieri le chiavi del suo centrocampo.

Massimo CRIPPA (PARMA)

Il centrocampista ducale è uno dei tre fuoriquota che Maldini porta con sé nella sua missione oltreoceano. Si mette in mostra giovanissimo con la maglia del Torino, per poi consacrarsi con la maglia del Napoli all’ombra di Maradona. Anche nel corso della stagione 1995-96 Massimo rappresenta uno dei pilastri del Parma delle Meraviglie.