Il Gol del Secolo: la classifica dei 10 gol più belli segnati ad un Mondiale secondo la FIFA

30 Giugno 2020

2. Michael OWEN – Inghilterra-Argentina 2-2 (3-4 d.c.r.) – 10.631 voti

Miachael Owen segna uno dei gol più belli in Coppa de Mondo

Il Golden Boy si mostra al mondo in tutta la sua esplosiva classe. È il 30 giugno del 1998 e gli ottavi di finale propongono quella che potrebbe essere tranquillamente una finalissima. Non è una partita banale quella tra l’Albiceleste e la Nazionale dei Three Lions. Le scorie del 1986 non sono naturalmente ancora esaurite e sul campo del Geoffroy Guichard di Saint-Étienne va in scena una sfida dalle incredibili emozioni. Dopo dieci minuti l’arbitro Kim Milton-Nielsen ha già assegnato due calci di rigore, rispettivamente realizzati da Batistuta e Shearer. I ritmi sono vertiginosi e sembra esserci spazio in qualunque momento per vedere un nuovo gol. Al diciottesimo minuto, infatti, Beckham ha il pallone tra i piedi dopo una transizione sudamericana bloccata da Ince: lo Spice Boy vede che il neomaggiorenne Owen è lasciato inopinatamente libero dalla retroguardia avversaria e lascia partire un lancio che il talentuoso ragazzo del Liverpool addomestica di tacco all’altezza del centrocampo. Qui, Owen s’incunea fra le maglie della difesa argentina ed il tentativo di rallentarne la corsa da parte di Chamot è inutile. Michael corre verso Ayala e si porta verso la sua destra per aprire il varco necessario tra lui e la porta difesa da Roa. La sua progressione è irresistibile, potente, inarrestabile e il ragazzo trova la forza per scagliare con forza il pallone, ad incrociare, sull’angolo destro dell’estremo difensore argentino. Lo stadio si alza in piedi. Idem da casa. L’Inghilterra può sognare: forse la vendetta si fa sempre più reale. Ma prima dell’intervallo l’Argentina pareggia. Poi Beckham viene espulso nei primi minuti del secondo tempo. Si arriva ai calci di rigore dopo una stoica resistenza. Ma un muro di paura e tensione, tuttora il peggiore della Nazionale inglese, toglie la forza dalle gambe dei sudditi di Sua Maestà, costretti per l’ennesima volta a salutare anzitempo la manifestazione iridata. Ovviamente ai calci di rigore. E dopo ventidue anni rimane, almeno, il ricordo di un momento indimenticabile. Storico. D’oro. Golden, appunto.

1. Diego Armando MARADONA – Argentina-Inghilterra 2-1 (Messico ’86) – 18.062 voti

il gol più bello è quello di Maradona contro l'Inghilterra

«…la va a tocar para Diego, ahí la tiene Maradona, lo marcan dos, pisa la pelota Maradona, arranca por la derecha el genio del fútbol mundial, y deja el tendal y va a tocar para Burruchaga… ¡Siempre Maradona! ¡Genio! ¡Genio! ¡Genio! ta-ta-ta-ta-ta-ta… Goooooool… Gooooool… ¡Quiero llorar! ¡Dios Santo, viva el fútbol! ¡Golaaaaaaazooooooo! ¡Diegooooooool! ¡Maradona! Es para llorar, perdónenme … Maradona, en una corrida memorable, en la jugada de todos los tiempos… barrilete cósmico… ¿de qué planeta viniste? ¡Para dejar en el camino a tanto inglés! ¡Para que el país sea un puño apretado, gritando por Argentina!… Argentina 2 – Inglaterra 0… Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona… Gracias Dios, por el fútbol, por Maradona, por estas lágrimas, por este Argentina 2 – Inglaterra 0». Sono le parole di Victor Hugo Morales, cronista sportivo che ha indissolubilmente unito la sua voce alla prodezza per eccellenza di tutti i tempi. Undici tocchi, undici come i giocatori in campo. La cabala suggerisce intriganti parallelismi cosmici. Cosmico, proprio come definito El Pibe de Oro da Morales: barillete cosmico, aquilone cosmico. «Da che pianeta sei venuto?». Ed ha ragione a chiederselo il cronista, dopo la magia realizzata da Diego sotto i suoi occhi. Uno slalom impossibile da ripetere, che assurge ancor più a matrice divina dopo la Mano de Dios, inchiodata nell’eternità da tutte le televisioni e dai fotografi, ma non dal direttore di gara. Proseguire ulteriormente saprebbe quasi di retorica. La conosciamo tutti. È l’ABC del calcio. Anzi, è il calcio. La rete più votata, non poteva che essere questa. Con buona pace di Shilton e degli inglesi.

di Nando Di Giovanni