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La leva calcistica del ’78

31 Marzo 2021

Walter SAMUEL

The Wall, dopo un arrivo da semisconosciuto in Italia nel 2000, si afferma subito come uno dei migliori difensori del nostro campionato, centrando subito lo scudetto con la Roma nel 2001. Le sue prove lo portano a Madrid, sponda Real, ma alla corte dei Blancos non riesce a trovare la continuità che aveva all’ombra del Colosseo. Il suo passaggio all’Inter farà fortuna di entrambi: cinque Scudetti, tre Coppe Italia e la Champions League – conquistata proprio al Santiago Bernabeu di Madrid.

Lionel SCALONI

El Toro ha avuto nel Riazor la sua arena preferita nella quale esibirsi. In tanti hanno provato a matarlo, ma l’argentino non si è fatto mettere all’angolo e, anzi, ha risposto puntualmente colpo su colpo. Tanto da diventare un idolo del Deportivo La Coruña che, anche grazie alle sue falcate sulla fascia destra ed al suo eclettismo che ha consentito a mister Irureta di impiegarlo in vari ruoli, ha dominato la scena spagnola a cavallo del millennio. Partecipa con l’Albiceleste ai Mondiali di Germania 2006, scendendo in campo soltanto in occasione della sfida contro il Messico negli ottavi di finale. Dopo aver tentato l’avventura al West Ham United, giunge in Italia acquistato dalla Lazio. Il feeling con i biancocelesti impiegherà del tempo per trovare la scintilla, ma rimane a Roma fino al gennaio del 2013, quando passa all’Atalanta per poi ritirarsi all’età di trentasette anni.

Dejan STANKOVIC

Arrivato a Roma, sponda Lazio, dalla Stella Rossa si presenta subito con un gol, mostrando subito la sua natura: centrocampista di sostanza, abile a inserirsi e segnare anche dalla lunghissima distanza. Lo sa bene Manuel Neuer, vittima di un’incredibile prodezza balistica durante la sfida d’andata dei quarti di finale di Champions League tra Inter e Schalke 04. Alla Lazio vince uno scudetto, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, una supercoppa europea e una italiana. Fare meglio appare difficile, ma Dejan, dopo il passaggio all’Inter è uno dei cardini dei trionfi nerazzurri, soprattutto nel Triplete del 2010.

Igor TUDOR

Uno dei jolly più promettenti della sua generazione. Forse non ha mai eccelso in senso assoluto, ma comunque è stato in grado di fornire spesso e volentieri prestazioni di alto livello, riciclandosi in base alle necessità tattiche che gli venivano richieste dall’allenatore. Dunque, un valido scudiero in grado di combinare le caratteristiche fisiche richieste ad un difensore con la tecnica di un interno di centrocampo. Il risultato di questo mix è stato notato dalla Juventus che lo chiama per raggiungere Torino nel 1998, dopo due buoni campionati con l’Hajduk Spalato. Segna poco, ma fa gol pesanti: i quattro realizzati nel 2001-02 sono pesantissimi nell’economia del campionato, mentre è un suo blitz all’ultimo minuto che consegna il passaggio ai quarti di finale di Champions League contro il Deportivo La Coruña.

Daniel VAN BUYTEN

Dall’alto dei suoi due metri, van Buyten è stato uno dei difensori fisicamente più dominanti della storia recente, capace di non indietreggiare a nessun avversario, ma soprattutto di disimpegnarsi in area di rigore in entrambe le fasi, non a caso – tra club e nazionale – in carriera ha segnato ben settanta reti, un numero esorbitante per un difensore centrale. La carriera del belga, dopo gli inizi a Charleroi e Liegi, si struttura tra Marsiglia, Manchester City e Amburgo prima di arrivare a Monaco di Baviera. Qui, diventa il perno della difesa del Bayern che conquista tre finali di Champions League in quattro anni, vincendo l’edizione del 2013 nel derby teutonico contro il Borussia Dortmund.

Marcelo ZALAYETA

El Panteron, è noto a tutti per le sue esperienze alla Juventus e Napoli. Per i tifosi bianconeri l’ariete uruguaiano è noto per i gol decisivi nei supplementari: non è da tutti segnare a Real Madrid e Barcellona all’over-time. Tuttavia in molti non possono neanche dimenticare l’errore ai rigori nella finale di Champions League del 2003 a favore del Milan. In carriera, Marcelo, vanta anche un secondo posto alla Copa America del 1999. Dopo il periodo in bianconero ha vissuto una proficua esperienza con la maglia del Napoli che lo ha fatto entrare nei cuori dei tifosi partenopei.

Daniele Riefolo