Le sette meraviglie delle italiane contro il Real Madrid

16 Marzo 2021

Fondato a Madrid il 6 marzo 1902, possiede il titolo di “Real” e una corona nello stemma per volontà del re Alfonso XIII di Borbone. Attualmente, è la squadra più titolata al mondo con tredici Coppe dei Campioni/Champions League, due Coppe UEFA, quattro Supercoppe europee, tre Coppe Intercontinentali e quattro Coppe del mondo per club, oltre ad una Coppa Iberoamericana, per un totale di ventisette trofei ufficiali in campo internazionale.

Nelle sue fila hanno militato giocatori del calibro di Kopa, Di Stefano, Roberto Carlos, Hierro, Figo, Zidane, Beckham e i due “Ronaldi” (sia il Fenomeno che Cristiano). Sì, stiamo parlando del Real Madrid: il miglior club del XX secolo secondo la FIFA e la classifica stilata dall’International Federation of Football History & Statistics, più nota come IFFHS.

Nonostante ciò, le squadre italiane hanno matato il club spagnolo in diverse occasioni – così com’è accaduto a parti inverse – consegnando agli annali delle batoste che hanno reso grande il calcio del Belpaese nel mondo. Il bilancio complessivo delle sfide tra gli appartenenti alla Casa Blanca ed i club italiani, sparsi in oltre settant’anni di storia, sorride agli iberici: in 82 incontri complessivi, si registrano 44 successi madrileni, 13 pareggi e 26 sconfitte. Le reti segnate dal Real sono 135 a fronte delle 99 subite complessivamente.

Si potrebbe scrivere un libro intero, dunque, sui confronti all’ultimo sangue – sportivamente parlando – disputati tra le nostre rappresentanti contro le Merengues.
Questa sera va in scena l’ennesimo atto, e questa volta la protagonista sarà l’Atalanta. Quell’Atalanta che negli ultimi anni ha imparato a stupirci. Quell’Atalanta che solo la scorsa stagione, al debutto assoluto in Champions League, ha visto finire la sua avventura ai Quarti di Finale dopo esser stata avanti per tutta la partita contro il ben più quotato PSG.
Questa sera, per i nerazzurri sarà la partita decisiva, una di quelle partite che si sognano per tutta la vita, e noi tutti saremo lì, a sperare nell’ennesima meraviglia di una squadra italiana.

In questo articolo perciò, abbiamo deciso di ripercorrere le vittorie italiane più emozionanti: dai successi inaspettati alle prestazioni straripanti passando per i match che hanno lasciato il segno nel cuore e nella mente di ogni amante del pallone.

Milano, 19 aprile 1989: MILAN-REAL MADRID 5-0 – Semifinale di ritorno Coppa dei Campioni 1988-89

La partita perfetta, quella che segna lo spartiacque non solo per i rossoneri ma, in generale, per il nuovo modo di pensare il calcio. Il Milan si gioca la semifinale di Coppa dei Campioni contro un avversario ostico che negli anni ’80, fino ad allora, aveva sempre battuto le squadre italiane incontrate sul proprio cammino europeo (ne sa qualcosa l’Inter, uscita con le ossa rotte quattro volte in sei anni).

Dominato all’andata, il Real è ancora in piedi in virtù dell’1-1 maturato al Santiago Bernabeu. Il ritorno va in scena in un San Siro tutto esaurito. I Blancos provano a giocarsi le loro carte, ma il Milan degli olandesi è davvero troppa roba e travolge senza pietà i madridisti. Il primo tempo si chiude 3-0 per i rossoneri grazie alle reti di Ancelotti, Rijkaard e Gullit; nella ripresa sono van Basten e Donadoni a completare l’opera. Con quel 5-0 si stacca il pass per la finale di Barcellona: inizia ufficialmente l’era del grande Milan di Sacchi che si laureerà campione d’Europa sia quell’anno che quello successivo.

Torino, 15 aprile 1992: TORINO-REAL MADRID 2-0 – Semifinale di ritorno Coppa UEFA 1991-92

Il Torino per la prima volta in una finale europea. È questo il risultato di una tra le più belle gare – se non la più bella – disputate dai granata negli ultimi trenta anni. Allo stadio Delle Alpi, con più di 65.000 persone ad incitare i ragazzi di Emiliano Mondonico, arrivano gli spagnoli vittoriosi nella gara d’andata per 2-1. In quella partita leggendaria per il popolo torinista, in campo c’è la migliore squadra dai tempi dell’ultimo scudetto contro un Real fortissimo, guidato dall’olandese Leo Beenhakker in panca e Butragueño in attacco. In casa, il Torino annichilisce i ben più blasonati Blancos con un gol per tempo: un’autorete di Rocha pressato da Walter Casagrande e il gol di Luca Fusi regalano la finale di Coppa UEFA contro l’Ajax.

Pazienza se i sogni di gloria si infrangeranno contro i tre pali dell’Olympisch Stadion di Amsterdam: la conquista di quella finale continentale rappresenta la ciliegina sulla torta di una stagione straordinaria che vede anche il terzo posto in campionato dietro Juve e Milan. Per questo, il 15 aprile (1992) si continua a festeggiare in ogni cuore granata.