Quando i futuri Campioni del Mondo furono costretti alla bandierina: la rosa della Turchia 2002 era meravigliosa

3 Giugno 2020

Nel corso della storia del Campionato Mondiale di calcio dal 1930 al 2018, ci sono state molte sorprese, diverse selezioni apparentemente comuni, si sono poi ritrovate sul podio. Che fossero di bronzo, d’argento oppure d’oro, le medaglie ottenute dalle diverse “Cenerentola” in questione, venivano poi festeggiate e celebrate come avvenimenti unici, da incorniciare. Molto facile pensare subito alle imprese della Croazia (seconda nel 2018 e terza nel 1998), della Polonia (terza nel 1974 e 1982) e della Svezia (terza nel 1994). Quest’oggi vogliamo riportarvi indietro al controverso Campionato Mondiale del 2002, l’unico – in attesa di Qatar 2022 – disputato in Asia, quello in cui la stragrande maggioranza di noi ne disse di ogni tipo all’ormai famigerato Byron Moreno per le “lievissime” sviste nell’ottavo di finale tra Corea del Sud ed Italia. Mentre molti tifosi osservarono con attenzione il cammino impressionante della Corea (che vinse il girone eliminando il Portogallo, batté l’Italia agli ottavi e la Spagna ai quarti), in pochi notarono che dall’altra parte del tabellone un’outsider stava emergendo a suon di buonissime prestazioni, si tratta della Turchia di Senol Günes ed oggi andremo ad analizzare quella rosa che sul campo si guadagnò una medaglia di bronzo proprio ai danni dei padroni di casa.

C.T. Senol Günes

Partiamo naturalmente dall’artefice di questo miracolo, il commissario tecnico Günes. Prende l’incarico nel 2000 dopo l’Europeo di Belgio e Olanda e con la sua Nazionale disputa un ottimo girone di qualificazione perdendo una sola partita – contro la Svezia, prima classificata – e piazzandosi pertanto al secondo posto dove accederà allo spareggio. Il 10 ed il 14 novembre 2001, la selezione turca completa la qualificazione battendo l’Austria nel play-off per 0-1 a Vienna e con un secco 5-0 ad Istanbul.

1 – Rüstü RECBER

Il numero 1 di quella grande Turchia e di recente vincitore di un’importantissima battaglia contro il COVID-19 è il portierone Rüstü. Ai tempi in forza al Fenerbahce, fu uno dei protagonisti della qualificazione e del percorso Mondiale, grazie ai suoi riflessi fulminei ed alla sua personalità. Le buone prestazioni furono insufficienti solo in semifinale dove una coraggiosissima Turchia si arrese solamente al super-Brasile di Ronaldo, Rivaldo, Cafu e compagnia cantante proprio grazie ad un gol del Fenomeno dell’Inter.

2 – Emre ASIK

Reduce da un biennio d’oro con il Galatasaray di Mircea Lucescu, Claudio Taffarel ed il super-bomber Mario Jardel e certamente meritevole di questa convocazione fu anche Emre Asik. Il difensore di proprietà dei giallorossi, all’epoca ventottenne, era reduce dalla vittoria del Campionato turco e pur avendo saltato l’Europeo del 2000, riuscì ad essere convocato nelle qualificazioni e conseguentemente a strappare il pass per la terra del Sol levante e la più meridionale delle Coree.

3 – Bülent KORKMAZ

Al contrario invece, la nostra prossima entry, aveva delle radici ben salde nella Nazionale biancorossa, si tratta di Bülent Korkmaz, che di presenze con la selezione ne aveva collezionate già sessantotto. L’allora capitano del Galatasaray, con oltre dieci anni d’esperienza era il traino della retroguardia, ciononostante, si tolse lo sfizio di marcare perfino una rete nella fase a gironi. Accadde il 13 giugno del 2002 nel 3-0 rifilato alla Cina: cross di Hasan Sas e pallonetto di testa vincente da parte del difensore centrale.

4 – Fatih AKYEL

Eccoci giunti a Fatih Akyel, altro difensore dal palmares importante. Fu uno dei nuovi innesti in seguito al disastroso Europeo del 1996 ed il quinquennio 1997-2002 fu per lui un lustro d’oro. Vinse tre Campionati, due Coppe nazionali, una Supercoppa nazionale, una Coppa UEFA nel 2000 a Copenaghen contro l’Arsenal e qualche mese dopo la Supercoppa Europea contro il Real Madrid. Tanti trionfi ed una buona annata al Fenerbahce, gli permisero di guadagnarsi un posto per la spedizione.

5 – Alpay ÖZALAN

Il difensore centrale Alpay Özalan è il nostro primo membro di “provenienza estera”. Infatti a seguito di una lunga militanza al Besiktas – ben sei anni dal 1993 al 1999 – e di una stagione sprint al Fenerbahce a cavallo tra i due millenni, lo stopper ventisettenne emigrò Oltremanica in Inghilterra accasandosi nella città di Birmingham, per vestire i colori celeste e bordeaux dell’Aston Villa. Complice un biennio a buoni livelli sulla soglia dei trent’anni, Günes decise di includere Özalan nei ventitré.