Quando la rete viene da lontano: chi sono i difensori più prolifici della storia della Serie A?

25 Maggio 2020

5. Antonio CABRINI – 36 reti

Antonio Cabrini in azione durante un derby con il Torino nella stagione 1981-82, quella della seconda stella. Sullo sfondo: Agatino Cuttone

Insieme a Gaetano Scirea, Dino Zoff e Claudio Gentile, ha rappresentato per anni la colonna portante della Juventus di Giovanni Trapattoni. Nel caso specifico, il Bell’Antonio da Cremona ha rappresentato una delle prime versioni del terzino moderno, capace di creare pericoli nell’area avversaria: su tutti il gol Scudetto 1980-81, nel match con la Fiorentina, il settimo stagionale; tra le altre gemme non si possono dimenticare il sinistro che toglie l’imbattibilità interna al Torino nel 1978-79 o la conclusione al volo che batte Walter Zenga nel colpo esterno di San Siro del 1983-84. I nove gol in azzurro, nonostante il rigore sbagliato nella finale iridata di Spagna 1982, ne fanno il primatista del ruolo.

5. Marco MATERAZZI – 36 reti

Dieci campionati nell’Inter ed un posto da privilegiato nei ricordi dei tifosi nerazzurri con i quali ha conquistato cinque Scudetti e una Champions League

Personaggio su cui le opinioni si sprecano: idolatrato dagli interisti, detestato da juventini e… francesi. A Matrix, comunque, l’Italia deve una fetta di mondiale: al di là della testata di Zidane, infatti, non vanno dimenticati il gol dell’1-1 in finale ed uno dei calci di rigore. Recordman attuale di marcature per un difensore in serie A, ben dodici, ottenute nel 2000-01 al Perugia, ha sempre sfruttato al massimo l’abilità aerea ed un buon sinistro sia su calcio piazzato che dal dischetto; nel 2002 è in campo nel famoso 5 maggio dove l’Inter perde lo Scudetto, prima di rifarsi con gli interessi e prender parte, seppur dalla panchina, al Triplete nerazzurro otto anni più tardi.

3. Pietro VIERCHOWOD – 38 reti

Lo Zar carica i suoi compagni di squadra durante l’epoca alla Sampdoria. Con i blucerchiati ha disputato dodici tornei, segnando venticinque gol

L’ultimo Zar. Figlio di un soldato ucraino dell’Armata Rossa fatto prigioniero in Italia durante il conflitto bellico e mai rimpatriato. Lo troviamo nel 1982-83, sua seconda stagione in A dopo quella di Firenze, a vincere lo Scudetto con la Roma di Nils Liedholm, perfetto francobollatore del centravanti avversario con alle spalle l’intelligenza del compianto Agostino Di Bartolomei. Nel 2000 è ancora lì, al Piacenza, a lottare per la salvezza: nel mezzo ben dodici stagioni e 358 presenze alla Sampdoria, con cui vince un altro tricolore, quattro Coppe Italia ed una Coppa delle Coppe, oltre ad una alla Juventus, dove solleva quella Champions League che in blucerchiato gli era sfuggita all’ultimo.