Quando la rete viene da lontano: chi sono i difensori più prolifici della storia della Serie A?

25 Maggio 2020

Non sempre il compito di andare a rete è un affaire riservato a chi gioca lì davanti. Tuttavia, quando l’attitudine conferita da Madre Natura ci fa eccellere in compiti che prescindano dalle caratteristiche squisitamente ricercate in un attaccante, nulla vieta di cercare la via della rete partendo da lontano.

Ebbene, molti dei protagonisti che, nel corso degli anni, hanno calcato i campi della Serie A, seppur abbiano eccelso in ruoli prettamente difensivi, non ha privato loro della gioia del gol. Chi come un’occasione estemporanea. Altri, invece, come un vero e proprio marchio di fabbrica che permesso di ritagliarsi uno spazio preponderante nei tabellini dei marcatori che popolavano quotidiani ed almanacchi.

Ecco, dunque, una rassegna dei più prolifici marcatori del campionato che da sempre affascina, senza distinzioni di spazio e tempo, generazioni di tifosi

14. Roberto POLICANO – 28 reti

Roberto Policano ha vissuto cinque anni con la maglia del Napoli: dodici gol in novantadue presenze all’ombra del Vesuvio

Nome in codice: Rambo. Già il nome spiega molto di questo laterale mancino dalla folta capigliatura e dal mancino dinamitardo, che viene lanciato giovanissimo dal Latina, esordisce in serie A con il Genoa per poi passare alla Roma, squadra della città Natale. È col Torino, però, che fa vedere le cose migliori: conquista la promozione in A nel 1989, sotto la guida di Eugenio Fascetti, poi partecipa a due stagioni trionfali sotto la guida di Emiliano Mondonico, con un quinto ed un terzo posto, oltre alla finale di Coppa UEFA persa con l’Ajax. E i gol? I più importanti quelli nei derby con la Juve della stagione 1990-91, anche se la stagione più prolifica è nel 1992-93 a Napoli, dove ne segna sette.

14. Giulio SAVOINI – 28 reti

Sulla destra, Giulio Savoini in compagnia di Luis Vinicius de Menezes, capocannoniere con venticinque reti nel 1965-66 nel Lanerossi Vicenza a trentaquattro anni

Poco conosciuto ai più, ha legato indissolubilmente il proprio nome al Vicenza, con cui ha giocato dal 1953 al 1966 ed è primatista all-time con 317 presenze in biancorosso, davanti a Luigi Menti IV, nipote di Romeo cui è intitolato lo stadio cittadino. Terzino di spinta, arrivò quasi per caso in quella posizione, proponendosi un giorno di sostituire un compagno di squadra infortunato; ha poi guidato due volte la “sua” squadra, retrocedendo in C1 nel 1980-81 dopo aver preso il posto di Corrado Orrico e salvandola dalla C2 nove anni più tardi nello spareggio col Prato. La leggenda narra che fu proprio lui ad organizzare il provino che portò a Vicenza Roberto Baggio, allora 13enne.

14. Giorgio PUIA – 28 reti

Giorgio Puia in posa con la maglia del Torino nel vecchio stadio Filadelfia

Questo aitante goriziano comincia la propria carriera in mezzo al campo, finendo poi ben presto sulle tracce del più pericoloso degli attaccanti avversari. Triestina, Vicenza e, infine, Torino. Proprio in granata arretra e si mette in mostra come atleta corretto, diversamente da tanti stopper che hanno come mantra il “gamba o palla non fa differenza”. I suoi gol? Principalmente di testa, sfruttando l’altezza e la capacità di prendere il tempo all’avversario. Peccato per una bacheca che resta vuota, mancando uno Scudetto che avrebbe meritato, e per le zero presenze a Messico 1970, dove gli viene preferito Roberto Rosato.

12. Paolo MALDINI – 29 reti

Paolo Maldini, recordman e uomo simbolo del Milan: per lui sono 647 le presenze in Serie A
Credits: Vittorio Zunino Celotto – Getty Images

Livello leggenda. Su questo non ci sono dubbi. Il classico esempio di allievo che supera il maestro, in questo caso papà Cesare, in attesa che il figlio Daniel faccia vedere di che pasta è fatto. Le stagioni in maglia Milan sono venticinque, tutte ad altissimo livello: inizialmente come laterale sinistro – ma di piede destro – e, a seguire, accentrando il proprio ruolo negli anni finali della carriera. A livello di reti, il top arriva nella stagione 1990-91, chiusa curiosamente senza trofei da uno che in carriera ne ha festeggiati ben ventisei. Le Champions League in bacheca sono cinque, sette gli Scudetti; peccato solo che non siano arrivati successi in azzurro, con i secondi posti ad USA 1994 ed Euro 2000, oltre al bronzo di Italia 1990.

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