Volo diretto Montevideo-Cagliari. I calciatori uruguaiani che hanno vestito la maglia dei sardi

14 Ottobre 2020

Pablo Daniel CEPPELINI

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I dirigenti cagliaritani pescano il ventenne Pablo Daniel quando è sotto contratto con il Peñarol, ma la contemporanea convocazione nella selezione Under-20 della Celeste gli impedisce di esordire in giallonero. Poco male: i sardi scuciono quasi due milioni e mezzo per vestirlo di rossoblù. Ma l’operazione non sortisce gli effetti desiderati e dopo nove scampoli di partita e la cessione in Serie C al Lumezzane deve dire addio al Belpaese.

Matias Julio CABRERA

Il centrocampista giunge in Italia nell’inverno del 2013 su suggerimento di José Oscar Herrera, un vero e proprio ambasciatore sardo in terra uruguaiana. E viceversa. Il ventisettenne Matias, però, non riesce ad incidere in rossoblù e dopo un anno e mezzo viene ceduto in Portogallo per accogliere João Pedro. Forse l’altro bel ricordo lasciato da Cabrera in Sardegna insieme alla rete decisiva contro l’Atalanta durante la prima giornata del campionato 2014-15.

Matias VECINO

È l’inverno del 2013 quando la Fiorentina decide d’investire sul giovane centrocampista del Nacional. Il vero e proprio arrivo si concretizza nell’estate seguente ma il tecnico viola, Vincenzo Montella, non gli dà molto spazio. Quale piazza migliore se non quella cagliaritana per far maturare il talento uruguagio? L’impatto con il Sant’Elia è ottimo ed in nove presenze in campionato mette a segno due reti. Se non ci fosse stato quel brutto infortunio di mezzo, magari, la storia di Matias con i colori rossoblù avrebbe preso un’altra piega.  

Alejandro Damian GONZALEZ

La sua vera dimensione italiana la trova a Verona con la maglia dell’Hellas, ma durante il suo peregrinare, Gonzalez trova anche l’occasione di transitare lì dove hanno fatto la storia numerosi connazionali. Per sua sfortuna, purtroppo, Alejandro non riesce a far breccia nei cuori della dirigenza e dopo sole sette apparizioni tra i mesi di gennaio e giugno 2015, Gonzalez lascia Cagliari per proseguire nel suo viaggio in giro per l’Italia.

E la tradizione dei calciatori uruguaiani in Sardegna prosegue felicemente anche oggigiorno, con risultati altalenanti accomunati però dall’intensità delle emozioni che solo i giocatori di quella terra sanno trasmettere con un pallone tra i piedi. E i sardi questo lo percepiscono. Apprezzano, accolgono, amano i giocatori che danno l’anima per la maglia rossoblù. Oltre, ovviamente, agli attuali beniamini dei sardi, come Diego Godin, Nahitan Nandez, Gaston Pereiro e Christian Oliva. Una folta truppa che prosegue oggi una bellissima storia, una grande tradizione calcistica. Sempre, ovviamente, sulla tratta Montevideo-Cagliari.

Giacomo Bernardi