Da Diego al Fenomeno. 30 campioni marcati dallo Zar

6 Aprile 2021

Antonio CARECA (dal 1987 al 1993)

Corri e fottitene dell’orgoglio”, diceva Vasco Rossi. A lui l’orgoglio non lo ha rovinato, ma sicuramente gli ha tolto una gioia, la più grande che un calciatore possa immaginare. Careca fece parte, infatti, della Seleçao che tra il 1980 e il 1990 riuscì a non vincere nulla, a dispetto di un organico stellare. Ormai quasi trentaquattrenne, venne preso di mira dalla stampa brasiliana ed egli, infastidito da questo accanimento, decise di rinunciare al mondiale USA del 1994 che, come purtroppo ben sappiamo, fu vinto dai verde-oro ai rigori contro la nostra Nazionale. A livello di club si è imposto ovunque sia andato: ha portato il Guaranì a vincere il primo titolo brasileiro della sua storia, al Napoli con Maradona formò una coppia complementare e irripetibile, torrnato in Brasile, al San Paolo, conquistò campionato e titolo di capocannoniere. Sicuramente uno tra gli attaccanti brasiliani più forti e completi di tutti i tempi.

Marco VAN BASTEN (dal 1987 al 1993)

Le domande più ricorrenti dell’uomo: Dio c’è? Che cos’è il tempo? L’anima esiste? Cosa avrebbe fatto Van Basten senza essere tormentato dagli infortuni? Scherzi a parte, sono in tanti a chiedersi dove sarebbe potuto arrivare il Cigno di Utrecht senza i problemi fisici che gli hanno di fatto impedito di esprimere il suo potenziale a pieno. Eppure nelle due squadre di club in cui ha militato, Van Basten si è affermato come uno tra i più forti attaccanti della storia, sebbene abbia dovuto abbandonare il campo a soli ventotto anni. Impossibile descrivere a parole la sua classe, la sua potenza, la sua eleganza, la sua scelta di tempo, il fiuto del gol, la visione di gioco, la capacità di regalare assist perfetti e via così all’infinito. Suo il gol più bello della storia del calcio, quello nella finale con l’Unione sovietica? Per molti sì. Un compendio di arte pura, coordinazione esemplare e incommensurabile talento.

George WEAH (dal 1989 al 2000)

Attuale presidente della Repubblica di Liberia, George Weah è ricordato in Italia per la sua carriera calcistica, più che per quella politica. Dotato di una innata simpatia e di un carattere particolarmente estroverso, Weah costituì il prototipo dell’attaccante moderno, rapido, concreto e dedito al sacrificio; anche per questa ragione, era adorato dai tifosi e rispettato da compagni e allenatori. E poi il suo mestiere di attaccante lo faceva benissimo, soprattutto quando poteva scatenare la sua progressione devastante e il suo dribbling fulmineo. Vincitore di innumerevoli trofei, tra cui due campionati col Milan, uno col PSG, tre Coppe nazionali in Francia, una in Inghilterra col Chelsea e, premio ambitissimo, il Pallone d’Oro nel 1995.

Gianfranco ZOLA (dal 1989 al 1996)

Dopo le esperienze nella sua terra natia, la Sardegna, tra Nuorese e Torres, Gianfranco ha la grande occasione di debuttare in A con la maglia azzurra del Napoli. Dalle parti del Vesuvio vivrà quattro stagioni d’oro, e nella prima riuscirà perfino a vincere lo Scudetto, l’ultimo Napoletano. Dopo l’esperienza a Napoli, va al Parma dove in quattro stagioni raddoppia la vena realizzativa andando a bersaglio 64 volte in quattro stagioni.
Dopodiché la sua indimenticabile parentesi londinese con il Chelsea, e le ultime due stagioni nella sua Cagliari.

Gabriel Omar BATISTUTA (dal 1991 al 2000)

Ho chiesto al mio medico di amputarmi le gambe. Lui pensava che fossi impazzito, ma io ero serissimo. Avevo un dolore indescrivibile, non ce la facevo più”. Queste le parole scioccanti in un’intervista rilasciata da Gabriel Omar Batistuta, il Re Leone, mai soprannome fu più calzante. Infatti ha combattuto per anni con problemi fisici e dolori lancinanti alle gambe, contribuendo, nonostante tutto, a stagioni magnifiche della sua amata Fiorentina, culminate con la vittoria di una Coppa Italia e di due Supercoppe italiane. Anche nella sua esperienza alla Roma, Batistuta fu decisivo coi suoi gol che valsero ai giallorossi lo scudetto nella stagione 2000-2001. Con la nazionale argentina, Batigol ha segnato 54 reti in 77 presenze e ha vinto due volte la Coppa America.

Oliver BIERHOFF dal 1991 al 2000

Il gigante tedesco è uno degli attaccanti più forti degli anni ’90. Esordisce in A con la maglia dell’Ascoli cui seguiranno tre stagioni in Serie B, di cui nel 1992 diverrà capocannoniere. Le ottime prestazioni in maglia bianconera gli spalancano le porte della Serie A, dove a chiamarlo è un’altra squadra bianconera, ma dalle Marche si sposta in Friuli. Udine è pronta ad accogliere il bomber tedesco. In tre stagioni all’Udinese realizza 62 reti in 96 presenze, divenendo nel 1998 il capocannoniere della Serie A. Lo acquista il Milan, in cui giocherà tre stagioni, conquistando lo scudetto nella sua prima annata rossonera. Chiude la carriera dopo le esperienze al Monaco e al Chievo Verona. 37 reti in 70 presenze anche con l’armata teutonica, con cui conquista l’Europeo del 1996 grazie alla sua doppietta che permette alla Germania di sconfiggere la Repubblica Ceca.