Da Diego al Fenomeno. 30 campioni marcati dallo Zar

6 Aprile 2021

Filippo INZAGHI (dal 1995 al 2000)

Piacentino classe 1976, straordinario finalizzatore, Pippo Inzaghi è l’essenza del gol. Il compianto Emiliano Mondonico inquadrò il calciatore con un paradosso magistralmente calzante: “non è Inzaghi ad essere innamorato del gol, ma è il gol ad essere innamorato di Inzaghi”. In effetti, a memoria d’uomo, non esiste nessun attaccante che possa rappresentare meglio di lui l’idea di opportunismo in area di rigore e di abilità nello scatto sul filo del fuorigioco. Campione del mondo nel 2006, è ancora viva negli occhi di tutti la sua corsa (e quella vana di Simone Barone) con cui siglò il raddoppio nel match decisivo contro la Repubblica Ceca.

RAUL Gonzalez Blanco (1995-96)

Gli incroci tra il forte attaccante madrileno e Pietro Vierchowod si limitano a due nelle gare di Champions League, dell’unica stagione bianconera del nostro colosso.
Raul in quell’anno è alla sua seconda stagione in prima squadra, ed è la stagione della vera e propria consacrazione. Al termine della stessa saranno 26 in 52 presenze, una di queste proprio contro la Juventus, nell’andata dei Quarti, nell’1-0 del Santiago Bernabeu.
Partita poi abilmente ribaltata dai bianconeri nella gara di ritorno, che spalanca le porte della Semifinale ai bianconeri.

Hernan Jorge CRESPO (dal 1996 al 2000)

Altro attaccante purosangue, che questa volta arriva dall’Argentina. Hernan Jorge Crespo arriva in Italia nell’estate del 1996, quando il Parma decide di acquistare questo forte centravanti dal River Plate. Per il Parma sarà uno degli acquisti più importanti della sua storia, con Hernan che porterà i gialloblu a soli due punti dal titolo, e li guiderà alla conquista della Coppa UEFA.
Nelle seguenti esperienze italiane poi, vestirà la maglia di Lazio, Inter, Milan, Genoa e ancora Parma, intervallate da due piccole parentesi al Chelsea.
E’ uno dei migliori marcatori nella storia della Serie A, e si guadagna di diritto il posto in questa rassegna.

Zinedine ZIDANE (dal 1996 al 2000)

Zinedine Zidane è stato uno dei calciatori più forti e vincenti della storia, a prescindere dal suo carattere introverso e suscettibile. Giocatore straordinariamente completo, dotato di un controllo di palla unico al mondo, dribbling, accelerazione, eleganza, tiro, immacolata visione di gioco, abilità nei calci piazzati etc. etc.. In carriera ha vinto tutto, sia coi suoi club, soprattutto Juventus e Real Madrid, sia con la maglia della nazionale francese. Anche da allenatore si sta facendo valere da molti anni, avendo guidato il Real a un trionfo dietro l’altro, sia in Spagna che in Europa e nel resto del mondo.

RONALDO Luis Nazario de Lima (dal 1997 al 2000)

Per Van Basten la caviglia, per Ronaldo il ginocchio. Un tormento senza fine che ha limitato fortemente la carriera del fenomeno brasiliano ma che non gli ha impedito di imporsi come uno dei migliori attaccanti della storia, secondo molti il centravanti migliore di tutti i tempi. Fabio Cannavaro di lui disse: “era immarcabile, un extraterrestre”: la facilità di dribbling, il doppio passo e la potenza del tiro sono rimaste proverbiali. Tranne la maledizione della Champions League, ha vinto tutto sia coi club in cui ha militato (specialmente con Barcellona, Inter e Real Madrid), che con la nazionale brasiliana; da ricordare, nella finale del mondiale 2002 contro la Germania, la doppietta con cui fu artefice del trionfo verde-oro.

Andriy SHEVCHENKO (1999-2000)

Bandiera della Dinamo Kiev, del Milan e dell’Ucraina, allievo del leggendario colonnello Valerii Lobanovskiy, Andriy Shevchenko è il perfetto esempio di come un calciatore possa distinguersi, oltre alle sue capacità tecniche, anche per il suo carattere e per l’aspetto umano. Considerato da tutti, compagni ed avversari, principalmente come una persona perbene ed un gran professionista, Sheva ha vinto tantissimo in patria con la sua Dinamo e in Italia con la maglia del Milan (tra cui una Champions, una Supercoppa europea e un Pallone d’Oro). Sia alla Dinamo Kiev che in nazionale ucraina, insieme a Serhii Rebrov hanno dato vita ad una coppia d’attacco di eccelso livello, capace di penetrare anche nella difesa più ermetica. Da cinque anni è primo allenatore della squadra nazionale gialloblu.