I 30 giocatori d’attacco più forti affrontati da Maldini: c’è mezza storia del calcio

26 Giugno 2020

5. Alessandro DEL PIERO

Credits: Andreas Rentz/Bongarts/Getty Images

Una serie infinita di Juventus contro Milan, di rossoneri contro bianconeri. Inevitabile quando si racconta il duello di due delle bandiere per eccellenza del nostro calcio. Una storia infinita tra le due grandi del nostro campionato che racchiude ovviamente anche quella tra Maldini e Del Piero, che si sono trovati davanti per ventuno volte, compresa la finale di Coppa dei Campioni del 28 maggio del 2003, vinta ai rigori dal Milan. Sono sei le reti messe a segno da Alex; la prima risale al 1995, quando risponde ai gol di Weah e Simone che regalano la vittoria ai rossoneri, l’ultima è il rigore che ha aperto le danze al 4-2 della Juventus del 14 dicembre del 2008.

4. Roberto BAGGIO

Impossibile racchiudere le partite che hanno giocato contro. Molto più facile raccontare l’affetto e il rispetto che lega questi due simboli del nostro calcio. Perché basta pensare e ricordare all’abbraccio che Paolo ha regalato a Roberto durante l’ultima partita della carriera del Codino giocata a San Siro con la maglia del Brescia, e basta confermare questo legame con le parole di Roberto, che ha più volte definito Maldini il più forte difensore contro cui ha giocato, completo, forte di piede e di testa. Un riconoscimento e un tributo reciproco per due che di questo sport hanno semplicemente scritto la Storia.

3. Marco VAN BASTEN

Prima di tutto compagni. E qualche volta anche avversari, con la maglia dell’Olanda l’uno e con quella dell’Italia l’altro. Dove sta la notizia? Che Marco Van Basten non ha mai segnato davanti all’amico Paolo Maldini. Sono infatti quattro le partite disputate tra le due selezioni che hanno visto contrapposti i due fenomeni. Si parte nel 1988, vince l’Italia con gol di Vialli, si replica per due volte nel 1990, 0-0 e nuova vittoria con gol di Baggio, si chiude nel 1992 con la nuova vittoria azzurra. Per l’Olanda doppietta di Bergkamp: sarà che Paolo e Marco si conoscevano fin troppo bene?

2. RONALDO Luis Nazario da Lima

Il Fenomeno è il Fenomeno. C’è poco da fare. Otto le partite disputate contro Maldini, quattro le reti messe a segno contro Maldini, tre con l’Inter, una con il Brasile, nessuna nell’unica gara disputata con la maglia del Real Madrid. La prima ha la data dell’8 giugno 1997: il Fenomeno segna nel 3-3 tra Italia e Brasile nel torneo di Francia. Le altre prodezze Ronaldo le regala nei derby del 1998 (una vittoria dell’Inter e un pareggio) e in quello del 1999, dove segna e viene espulso. Quella gara la vince il Milan, con il gol in Zona Cesarini di George Weah. Nella gara della Champions il 2003 il Fenomeno regala l’assist per il primo gol di Raul.

1. Diego Armando MARADONA

Quattordici le partite giocate “contro”, sei le reti messe a segno. Da dove vogliamo cominciare? Il gol messo a segno a San Siro nel 2-1 del Napoli nella gara del 13 aprile 1986? Quello siglato da Diego più o meno un anno dopo, stavolta al San Paolo? O vogliamo farci male e ricordare la semifinale di Italia ’90 e una finale dei Mondiali sfuggita per un soffio? Parlare di Maradona contro Maldini, di Napoli contro Milan e di quegli anni è semplicemente impossibile, perché troppo ha significato per il calcio italiano e per la sua storia. Lo lasciamo ai ricordi di chi legge, e a quelle immagini di un calcio che sembra lontano anni luce, e che invece ci emoziona ogni volta.

Abbiamo voluto fare un tributo, niente di più. Un omaggio alla grandezza di un calciatore che ha affrontato tutti i più grandi di sempre spesso uscendone vincitore, con classe e temperamento, con vigore e correttezza. Una Storia calcistica che è leggenda, quella di Paolo Maldini, classe 1968, al Milan dal 1984 al 2009, simbolo di un calcio corretto e trasparente, tra i pochi casi di calciatore apprezzato anche dai tifosi delle squadre avversarie e dagli avversari stessi. Sono cambiati gli attaccanti, è cambiato il modo di giocare, sono cambiate le filosofie e le idee degli allenatori. Sono cambiate le Grandi d’Europa, i campioni di prima venivano sostituiti. Tutto è cambiato, soltanto una cosa è rimasta certa: la vita dura degli attaccanti, quelli forti e quelli onesti, quando si sono trovati davanti Paolo Maldini. Terzino sinistro o difensore centrale, nessuna differenza. Lui era lì. Passando da Hugo Sanchez e Butragueno a Vialli, da Marcio Amoroso a Crespo, da Maradona a Totti. C’è una vita da raccontare, in mezzo. Ed è un po’ quello che abbiamo voluto fare. Perché in quei gol e in quelle storie che abbiamo rievocato non c’è solo Paolo, ma anche un pezzetto di ognuno di noi.

di Yari Riccardi