La leva calcistica dell’82

5 Luglio 2020

Luca ANTONINI

Credits: Valerio Pennicino – Getty Images

Un sodalizio calcistico diviso tra la A e la B, quello di Luca Antonini, campione d’Italia con il Milan di Allegri: il terzino milanese ha mosso i suoi primi passi nel calcio proprio con i rossoneri, prima di approdare all’Empoli e rientrare alla base nel 2008. Seguirà l’esperienza al Genoa per poi scendere nelle serie minori prima del ritiro.

Manuel PASQUAL

A Firenze ha dominato la fascia sinistra per undici stagioni: sotto la Fiesole è ancora ricordato con affetto, complice anche l’altissimo numero di presenze in Viola, che ha lasciato nel 2016 per approdare nella vicina Empoli. Pasqual ha vissuto la sua carriera, perlopiù, in Toscana, impreziosita da qualche presenza in nazionale maggiore e dal suo sinistro educato con cui ha mandato in porta compagni del calibro di Luca Toni.

Christian MAGGIO

L’unico altro giocatore in attività di questa lista è lui, insieme ad Evacuo. Christian, anzi, è il capitano del neopromosso Benevento dei record. Terzino dalle grandi folate offensive che non ha mai disdegnato la zona-gol, è protagonista di una discreta carriera che lo ha visto disputare gli europei del 2012 e mettere a segno venti gol nei dieci anni di militanza al Napoli. A breve, già lo sappiamo, sarà lui stesso nostalgia.

Emanuele CALAIÒ

Napoli e Parma sono le due squadre del cuore di Calaiò: l’Arciere scoccava le sue frecce per colpire sempre il bersaglio e questo ha riportato partenopei e gialloblù dalla C alla A. Le lacrime con le quali non trattiene l’emozione dopo la finale play-off contro l’Alessandria, quella che segna il ritorno in massima serie dei ducali, sono romantiche e cariche di significato. Cresciuto nel Torino, si ricordano le ottime esperienze anche a Pescara, Siena e Catania, prima di diventare direttore del settore giovanile della Salernitana.

Gaetano D’AGOSTINO

Anno Domini 2009: Gaetano D’Agostino ha appena terminato la sua miglior stagione da professionista a Udine, dove ha messo a segno undici gol nonostante il ruolo di regista. Ciò gli vale l’interesse della Juventus e la chiamata del Real Madrid: sembrava tutto fatto, poi il passaggio alle Merengues sfuma improvvisamente. Tra i rimpianti, resta però la soddisfazione di una generosissima carriera che lo ha visto vestire anche la maglia della Nazionale.