Privacy Policy La rosa Under 21 che vinse l'Europeo 1994 è la migliore di sempre? Giudicate voi

La rosa Under 21 che vinse l’Europeo 1994 è la migliore di sempre? Giudicate voi

28 Ottobre 2021

Per disquisire sulla rivalità tra Italia e Francia non basterebbe un’enciclopedia. Ma vuoi mettere vincere un titolo continentale, seppure giovanile, in casa dei transalpini? Succede il 20 aprile 1994 allo Stade de la Mosson di Montpellier: gli Azzurrini magistralmente diretti da Cesare Maldini, campioni in carica, affrontano in una missione impossibile il Portogallo per confermarsi campioni d’Europa Under 21. Nelle fila lusitane ci sono Rui Costa e Luis Figo, due fuoriclasse assoluti, senza dimenticare capitan João Pinto, il roccioso Jorge Costa ed il folcloristico Abel Xavier: non sembriamo aver scampo, ma come i padroni di casa qualche giorno prima (guidati da “sua simpatia” Raymond Domenech), riusciamo ad arrivare ai supplementari. Coi transalpini siamo passati ai rigori, nonostante 50’ in inferiorità numerica, qui la risolviamo col primo golden gol della storia: lo segna Gazza Orlandini, entrato dalla panchina, con un sinistro tanto inatteso quanto micidiale. Nelle righe sottostanti un ricordo dei protagonisti di quello splendido successo: da campioni assoluti come Vieri ed Inzaghi, a meteore come Visi, Cherubini e Tresoldi, oltre a tanti prospetti di valore che non sono stati capaci di mantenere le attese. Tra questi, Daniele Berretta, che oggi festeggia i quarantanove anni e che in quella finale, con il numero nove sulle spalle, fu titolare. 

Francesco TOLDO

In questo “lungo” portiere padovano troviamo l’antidoto alla maledizione dei rigori. Già, perché il numero uno di Fiorentina ed Inter, mentre nella nazionale maggiore si assiste, una dietro l’altra, alla serie di ko dal dischetto ai Mondiali 1990, 1994 e 1998, ferma Makelele nella semifinale continentale Under 21 di Montpellier, spianando la strada ai compagni verso la finale; il vero momento di gloria, tuttavia, arriva sei anni dopo, quando ipnotizza i tiratori dell’Olanda in un’altra semifinale, quella dei “grandi”, qualificando la squadra di Zoff per l’atto conclusivo. Stavolta, tuttavia, saranno i francesi a festeggiare. 

Stefano VISI

Nome a sorpresa della Nazionale azzurra, cui arriva a suon di prestazioni dalla Serie C1, dove veste principalmente i colori della Sambenedettese. Cesare Maldini lo schiera titolare per tutto il girone delle qualificazioni, ricevendone un rendimento comunque all’altezza, per poi accantonarlo solo nella fase finale, quando scommette (e vince) su Francesco Toldo. Visi, nonostante la vetrina continentale, non esplode mai: tre stagioni in B con Venezia, Avellino e Pescara, prima di varcare la Manica e accasarsi allo Sheffield United, per poi tornare a casa e vincere un campionato di Serie D sempre con la sua amata Sambenedettese. Ha chiuso la carriera nel 2011, a quarant’anni, con la Ternana.

Fabio CANNAVARO

Il calcio “semplice” di Cesare Maldini, ben distante dagli integralismi sacchiani in voga all’epoca, si basava su una difesa solida, con due marcatori capaci di attaccarsi alle caviglie degli attaccanti avversari. E quale miglior interprete se non un giovane difensore campano, all’epoca in forza al Napoli, capace poi di diventare protagonista tra Parma, Inter, Juventus e Real Madrid, arrivando fino ad alzare al cielo la Coppa del Mondo 2006 e, alla fine di quell’anno, il Pallone d’Oro, premio solitamente allergico a coloro che non segnano caterve di reti? In finale, tuttavia, rischia la clamorosa autorete, deviando di testa un cross di Figo (che Carlo Nesti chiama “Figu” in telecronaca) con la sfera che finisce fortunatamente sul palo.

Francesco COLONNESE

Ciccio Colonna, come lo chiamava Roberto Scarpini di Inter Channel, deve le sue fortune al compianto Gigi Simoni. È il tecnico di Crevalcore, infatti, a lanciarlo in prima squadra alla Cremonese che conquista la promozione in A e vince l’Anglo-Italiano 1992-93, per poi confermarsi ai massimi livelli l’anno dopo, quando il difensore lucano partecipa alla campagna europea dell’Under 21. Dopo una partentesi deludente alla Roma ritrova Simoni a Napoli e, a seguire, all’Inter, dove solleva al cielo la Coppa UEFA; esonerato il mister, scivola ai margini e approda alla Lazio, per poi riabbracciare Simoni un’ultima volta a Siena.

Daniele DELLI CARRI

Photo: Matthew Ashton – Empics – Getty Images

Il roccioso difensore foggiano è reduce da due esperienze in prestito alla Lucchese e, nel campionato 1993-94, ha giocato in sole sei occasioni. Ma Maldini lo vuole in Francia e lo manda in campo nella semifinale coi padroni di casa, dove a venti minuti dalla fine viene espulso. Gli Azzurrini resistono e passano ai rigori, mentre Delli Carri perde la finale, venendo sostituito da Cherubini: nel proseguo della carriera passa al Genoa, poi al Piacenza, e di nuovo al Torino, prima di centrare la promozione in A con la Fiorentina e vestire i galloni di capitano del Pescara.