Da “France 1960” a “France 2016” le Goleade Europee edizione per edizione

25 Giugno 2020

In un Campionato Europeo di calcio non è del tutto scontato assistere ad una “goleada”. Oggigiorno anche le selezioni nazionali, cosiddette “piccole”, sono comunque ossi duri in partite ad eliminazione diretta e spesso hanno riservato delle sorprese inaspettate, come ad esempio le imprese della Grecia ad Euro 2004 e della Danimarca ad Euro ‘92, oppure in forma minore le altrettanto importanti gesta della Repubblica Ceca ad Euro ‘96 o del Galles ad Euro 2016, tanto per citarne alcune.

Resta il fatto che, per quanto possa essere “particolare”, il Campionato Europeo resta una delle competizioni più affascinanti e divertenti su scala globale. Alla luce di tutto ciò, siamo riusciti ad individuare le più pirotecniche goleade che il torneo ci ha donato dalla sua ideazione da parte di Henri Delaunay. Partiremo dall’edizione inaugurale di Francia 1960, fino all’ultima – disputata sempre in Francia – nel 2016. Viaggeremo in sessant’anni di storia analizzando edizione per edizione, la partita con la più alta prolificità della rassegna quadriennale.

Euro 1960 – Semifinale: Francia-Jugoslavia 4-5

Un’istantanea della sfida del Parco dei Principi di Parigi

Partita pirotecnica. Semifinale nella quale i padroni di casa erano intenzionati a vincere la competizione davanti al proprio pubblico. Tuttavia l’ultimo ostacolo prima della finalissima era la solida Jugoslavia. Gli ospiti si portano in vantaggio grazie a Galic, ma i transalpini non demordono e a cavallo tra primo e secondo tempo ribaltano il risultato portandosi addirittura sul 3-1 grazie alle marcature di Vincent, Heutte e Wisnieski. A questo punto le reti di Zanetic prima ed Heutte poi (personale doppietta), inchiodano il risultato sul 4-2, sembra finita ma in appena quattro minuti Knez e Jerkovic (doppietta) incalzano i galletti per il 4-5 finale che vale la finale contro l’URSS.

Parigi, 6 luglio 1960 – Stadio Parc des Princes

FRANCIA – JUGOSLAVIA 4-5 (2-1)

FRANCIA: Lamia, Wendling, Herbin, Rodzik, Marcel, Ferrier, Muller, Stievenard, Wisnieski, Heutte, Vincent. Allenatore: Albert Batteux

JUGOSLAVIA: Šoškić, Durković, Jusufi, Žanetić, Zebec, Perušić, Knež, Jerković, Galić, Šekularac, Kostić. Allenatore: Ljubomir Lovrić

Arbitro: Gaston Grandain (Belgio)

Reti: 11’ Galic (Jugoslavia), 12’ Vincent (Francia), 43’ Heutte (Francia), 53’ Wisnieski (Francia), 55’ Zanetic (Jugoslavia), 62’ Heutte (Francia), 75’ Knez (Jugoslavia), 78’ Jerkovic (Jugoslavia), 79’ Jerkovic (Jugoslavia)

Euro 1964 – Primo Turno (andata): Italia-Turchia 6-0

Il centravanti della Roma, Alberto Orlando, con il pallone in mano dopo la quaterna rifilata alla Turchia. Intorno a lui, da sinistra a destra: il CT, Edmondo Fabbri, Cesare Maldini, Enzo Pascutti, Romano Fogli ed Angelo Benedicto Sormani

Punteggio tennistico per gli azzurri che affondarono la Turchia, iniziando a mettere le basi per la conquista di quattro anni più tardi. Il commissario tecnico, Edmondo Fabbri, si affidò ad una formazione prettamente “made in Bologna”, schierando nell’undici titolare, i felsinei Negri, Tumburus, Janich, Fogli, Bulgarelli e Pascutti, oltre ai milanisti Maldini e Rivera, al viola Robotti, al mantovano Sormani ed al romanista Orlando. Proprio quest’ultimo fu mattatore indiscusso del match nettamente a senso unico, una tripletta nell’arco di tredici minuti, più un gol iniziale di Rivera misero la partita in ghiaccio sul 4-0 già nel primo tempo, nella ripresa poi arrivò un altro gol di Rivera ed un quarto di Orlando per il 6-0 finale.

Bologna, 2 dicembre 1962 – Stadio Renato Dall’Ara

ITALIA – TURCHIA 6-0 (4-0)

ITALIA: Negri, Maldini, Robotti, Tumburus, Janich, Fogli, Orlando, Bulgarelli, Sormani, Rivera, Pascutti. Allenatore: Edmondo Fabbri

TURCHIA: Özcan, Candemir, Ahmet, Suat, Naçi, Mustafa, Tarik, Seref, Senol, Metin, Kadri. Allenatore: Ljubiša Spajić

Arbitro: Lucien van Nuffel (Belgio)

Reti: 15’ Rivera, 22’ Orlando, 29’ Orlando, 35’ Orlando, 47’ Rivera, 85’ Orlando

Euro 1968 – Quarti di finale (ritorno): Jugoslavia-Francia 5-1

Il funambolo jugoslavo, Dragan Džajić
Credits: S&G – PA Images via Getty Images

Otto anni dopo, è ancora Jugoslavia-Francia, stavolta ai quarti di finale. Dopo un equilibratissimo 1-1 nella gara d’andata, le due compagini si apprestano a giocarsi il tutto per tutto, nell’intento di entrare nel final-four. La gara non ha nulla a che vedere con quella di otto anni prima ed è a senso unico sin dalle prime battute. Dopo appena quattordici minuti, gli slavi sono avanti per 3-0 con le reti di Petković, Musemić e Džajić, poco dopo la mezz’ora, Petković ne segna un altro portando il punteggio sul 4-0, nemmeno un giro d’orologio e Di Nallo segna il gol della bandiera per i Galletti, ma è davvero tutto ciò che la Francia riesce a produrre, sul finale di gara, Musemić firma la personale doppietta per il 5-1 finale.

Belgrado, 24 aprile 1968 – Stadion FK Partizan

JUGOSLAVIA – FRANCIA 5-1 (4-1)

JUGOSLAVIA: Pantelić, Fazlagić, Holcer, Belin, Ramljak, Mihajlović, Petković, Osim, Musemić, Trivić, Džajić. Allenatore: Rajko Mitić

FRANCIA: Arbour, Esteve, Baeza, Quittet, Bosquier, Herbet, Djorkaeff, Szczepaniak, Guy, Di Nallo, Loubet. Allenatore: Louis Dugauguez

Arbitro: Paul Schiller (Austria)

Reti: 2’ Petković (Jugoslavia), 13’ Musemić (Jugoslavia), 14’ Dzajić (Jugoslavia), 32’ Petković (Jugoslavia), 33’ Di Nallo (Francia), 79’ Musemić (Jugoslavia)