I 16 derby italiani decisi in “Zona Cesarini” negli ultimi 30 anni

16 Ottobre 2020

Sta per finire il 1931. È il mese di dicembre e allo stadio Filadelfia di Torino si disputa il match della Coppa Internazionale – antenata dell’attuale campionato europeo – tra Italia ed Ungheria. Il risultato è sul 2-2 per effetto delle reti di Libonatti e Orsi per gli Azzurri e della doppietta di Avar per i magiari. Il tempo ormai è scaduto quando Renato Cesarini, argentino di Senigallia, provincia di Ancona, buca la porta dell’estremo difensore avversario Ujvari e consente all’Italia di aggiudicarsi il match nonostante il tempo sia scaduto. Un “vizietto” particolare quello di Cesarini, autore non poco tempo prima di una rete decisiva oltre il novantesimo con la maglia della Juventus. Nell’epoca pionieristica, quasi eroica, di quei tempi – nella quale bastava poco per far sognare tifosi e lettori – i giornalisti non impiegarono tanto per ribattezzare quella frazione di tempo fra lo scadere effettivo del tempo ed il triplice fischio del direttore di gara la “zona Cesarini”. 

È passato quasi un secolo, il calcio ha vissuto di mille rivoluzioni. Eppure quella locuzione è sopravvissuta ai tempi, arrivando sino ai giorni nostri, non perdendo neanche un po’ di fascino, né di smalto. Ed ecco perché, nella settimana che ci porta alla stracittadina di Milano, abbiamo deciso di proporvi un memorandum dei derby italiani risolti, proprio, in “zona Cesarini”.

22 novembre 1992 

TORINO – JUVENTUS 1-2

57’ Sordo (Torino), 75’ Vialli (Juventus), 90’ autorete Venturin (Juventus)

Il derby delle assenze. Out Roberto Baggio, Peruzzi, Julio Cesar, Marocchi per la Vecchia Signoria e Aguilera per il Torino. La Juventus è spesso pericolosa, ma san Marchegiani è divino: prima con uno strepitoso doppio intervento sulla premiata ditta Möller-Vialli, poi sventando una bella punizione calciata sempre dal tedesco. Chi sbaglia, si sa, nel calcio paga. E allora il Toro va avanti. Dino Baggio pasticcia, Mussi ruba palla e serve Casagrande che manda in porta Sordo, il quale batte un incerto Rampulla. I bianconeri provano a rifarsi sotto e ci riescono, pareggiando poco dopo. Casiraghi stoppa il pallone e serve in verticale Vialli che mette a sedere Marchegiani e timbra l’1-1. Sul filo del rasoio, arriva il gol vittoria. Möller calcia senza pretese all’interno dell’area di rigore. Il portiere granata pregusta la parata più facile della partita, ma la deviazione amica di Venturin lo spiazza mandando in estasi il popolo bianconero.   

23 ottobre 1999 

INTER – MILAN 1-2

20’ rigore Ronaldo (Inter), 72’ Shevchenko (Milan), 90’ Weah (Milan)

È la stracittadina meneghina numero 176. L’Inter schiera per la prima volta la favolosa coppia Vieri-Ronaldo e il Fenomeno parte subito alla grande. Al ventesimo Sala lo atterra in area. Rigore nettissimo. Dagli undici metri Ronie non sbaglia. Sembra una serata magica per il popolo nerazzurro, e invece no, sarà l’inizio della fine. Alla mezz’ora un contrasto aereo tra Ronaldo e Ayala si risolve in un duello spigoloso: il brasiliano allarga il gomito. L’arbitro Borriello non vede, l’assistente sì: rosso diretto ed Inter in inferiorità numerica. Zaccheroni, dunque, corregge il tiro: dentro Shevchenko e Boban per Bierhoff e Giunti e la partita prende definitivamente la via di Milanello. Il re di Kiev diventa vero e proprio mattatore della gara, ristabilendo la parità con un gol di rapina. Al tramonto del match si materializza il sorpasso: corner per il Milan, calcia Boban e King George svetta più alto di tutti infilando la palla nel sette. Peruzzi rimane immobile, Georgatos prova ad evitare il peggio, ma è tutto inutile. Il trionfo dei Diavoli è servito.

21 febbraio 2004 

MILAN – INTER 3-2 

15’ Stankovic (Inter), 40’ Zanetti C. (Inter), 56’ Tomasson (Milan), 57’ Kaka (Milan), 85’ Seedorf (Milan)

La rimonta per eccellenza del derby meneghino. Stankovic direttamente da calcio d’angolo e Cristiano Zanetti con la collaborazione di Kaladze, fanno pensare che la fredda serata milanese si tingerà presto di strisce neroazzurre. No, l’andamento del match sarà ben diverso dalle premesse iniziali. Tiro di Seedorf, Toldo respinge corto e Tomasson freddo come non mai inizia la rimonta rossonera. La retroguardia nerazzurra scompare con Kaká che riceve palla sul cerchio di centrocampo esibendosi in una splendida percussione centrale, arrivato al limite dell’area, calcia e segna il 2-2. Lo show milanista continua con la magia olandese di Clarence Seedorf che dall’out di sinistra, si accentra e all’altezza dei 25 metri fa partire una bordata magnifica che provoca la disperazione di Toldo e soci. Il Milan vola a +7 dalla Roma, certificando la volata che porterà allo scudetto numero 17. 

11 novembre 2005 

INTER – MILAN 3-2

24’ rigore Adriano (Inter), 39’ rigore Shevchenko (Milan), 59’ Martins (Inter), 83’ Stam (Milan), 92’Adriano (Inter)

Primo derby post-Istanbul. La presenza dello spauracchio Dudek aleggia nelle coreografie del tifo nerazzurro. Il Milan senza Maldini arranca, l’Inter parte forte. L’arbitro Messina di Bergamo no. Prima assegna un rigore molto dubbio per fallo di Nesta su Martins, realizzato puntualmente da Adriano. Poi concede un penalty al Milan per presunto tocco di mano volontario di Stankovic. Dagli undici metri Sheva trova il suo quattordicesimo gol nei derby milanesi. Nella ripresa l’Inter torna avanti. Punizione di Adriano: Dida pasticcia e Martins si avventa per il tap-in, festeggiando la rete a suon di capriole acrobatiche. Il Milan non molla: il palo di Kaka è il preludio al pari rossonero che arriva grazie alla zuccata di Stam che sovrasta tutto e tutti. Gara chiusa? Macché. Corner di Veron, Adriano anticipa il fischiatissimo Vieri segnando il gol-partita. L’Inter non vinceva una stracittadina dal 3 marzo 2002, decisa proprio dall’ex Bobonerazzurro. Fatalità.