Nella classifica del Pallone d’Oro 1998 non erano presenti giocatori, ma veri e propri alieni

23 Giugno 2020

Nell’ordine: lo Scudetto con la Juventus, la Supercoppa italiana, il FIFA World Player, la Coppa del Mondo e il Pallone d’Oro. Con l’unica nota stonata della finale di Champions League persa contro il Real Madrid. Il 1998 è letteralmente ai piedi di Zinedine Zidane. E lo sarà ancora per lungo tempo. Colui che è impossibile da definire con un solo, unico aggettivo, festeggia oggi il suo quarantottesimo compleanno ed a ventidue anni dalla sua impresa iridata con la maglia della Francia, celebriamo il suo innato talento snocciolando i nomi dei colleghi che hanno tentato, invano, di insidiare la sua corsa al Ballon d’Or. Un anno da dominatore, esplicitato ancor più dal punteggio finale con il quale stacca Suker, suo principale avversario nella corsa al premio: 244 a 68. Tanto. Troppo.

Joyeux anniversaire, monsier Zizou.

31. Nikos MACHLAS (Vitesse Arnhem)

Le trentaquattro reti realizzate in trentadue partite con la maglia del Vitesse Arnhem gli son valse la Scarpa d’Oro e la menzione speciale nella graduatoria stilata da France Football. L’attaccante greco rimarrà in giallonero ancora per un anno, prima di tentare l’avventura nell’Ajax di Koeman accanto a giovani agguerriti come Ibrahimovic e Mido.

30. Bixente LIZARAZU (Bayern Monaco)

Dopo la non memorabile esperienza con l’Athletic Bilbao, per il terzino franco-basco si chiude un 1998 tra lustrini e paillettes. Il primo di una lunga serie di annate indimenticabili. Alza la Coppa del Mondo con la Francia allo Stade de France e presidia la fascia sinistra della difesa del Bayern Monaco con cui, negli anni a venire, conquisterà ben sei Bundesliga, una Champions League e una Coppa Intercontinentale.

29. LUIS ENRIQUE Martinez Garcia (Barcellona)

Credits: Matthew Ashton/EMPICS via Getty Images

Il Mondiale con la Spagna non è andato secondo programma, ma il centrocampista dei Blaugrana sta vivendo un periodo d’oro con i catalani. È uno dei trascinatori del Barça di Louis van Gaal nella corsa al titolo appena archiviata con ben diciotto reti a referto. E poco conta se, fino a pochi anni prima, vestiva la maglia degli eterni rivali del Real Madrid.

28. David BECKHAM (Manchester United)

Lo Spice Boy è uno degli innumerevoli talenti agli ordini di Alex Ferguson. Ciononostante, il 1998 archiviato da David non è dei più splendenti. In campionato i Red Devils hanno chiuso al secondo posto ad un’incollatura dall’Arsenal, mentre il Mondiale con l’Inghilterra ha seguito il solito spartito: tanta l’attesa, scarsissima la resa. Inevitabile terminare nelle retrovie della classifica del Pallone d’Oro.

27. Christian VIERI (Atletico Madrid e Lazio)

A Bobo non è bastato laurearsi Pichichi con la maglia dell’Atletico Madrid – ventiquattro gol in altrettante presenze – e ottenere il titolo di vicecapocannoniere al Mondiale, segnando cinque delle otto reti messe a segno dall’Italia durante la kermesse. E neanche far tremare le ginocchia degli addetti ai lavori dopo il passaggio dai Colchoneros alla Lazio costato ben cinquantacinque miliardi di lire. Il rapporto del bomber con il Pallone d’Oro, si sa, è sempre stato complicato.

26. Fernando Ruiz HIERRO (Real Madrid)

Per sua fortuna, milita nel Real Madrid. Per fortuna del Real Madrid, Hierro è una colonna delle Merengues. Il difensore centrale è una delle colonne del club più vincente d’Europa, ma sul bilancio del 1998 pesano inevitabilmente le disavventure con la sua Spagna durante la Coppa del Mondo e con i Blancos in Liga. Per sua fortuna può “parzialmente consolarsi” con la vittoria in Champions League ai danni della Juventus. Avercene di queste consolazioni.

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