Tutte le rose del Mondiale Under-20 del 2005: la rosa dell’Italia era obiettivamente imbarazzante

2 Giugno 2020

L’estate del 2005 è povera di grandi eventi calcistici, ma ricca di tormentoni. È una stagione di transizione tra l’Europeo favoloso della Grecia corsara in Portogallo e il Mondiale di Germania 2006. In realtà, una competizione si svolge, ed anche di prestigio. Ma non salta all’occhio dell’uomo comune. È il FIFA World Youth Championship, il Campionato Mondiale di Calcio Under 20, la cui quindicesima edizione si tiene nei Paesi Bassi.

Ai nastri di partenza si presentano ventiquattro Nazionali: otto sono europee, poi c’è l’Australia insieme a quattro squadre per continente provenienti rispettivamente da Sud America, Asia e Nord-Centro America. La kermesse vede la presenza degli azzurri, a diciotto anni dall’ultima apparizione nel torneo, e – come grandi favorite alla vittoria finale – i bookmakers indicano la Spagna di Llorente, la Colombia di Falcao e l’Argentina di un certo Leo Messi. E sarà proprio l’Albiceleste a trionfare con una doppietta della Pulce, in finale, contro la Nigeria.

Mentre i grandi scaldano i motori in vista della manifestazione in terra teutonica, i ragazzi si preparano a scrivere il futuro delle rispettive Nazionali. E mentre le altre selezioni puntano tutti sulle succitate giovani promesse, in terra italica ci si affidava ai vari Battaglia, Carotti e Defendi. Un segnale premonitore?

ARGENTINA

Sul ragazzo venuto da Rosario qualsiasi cosa si possa scrivere sembra ormai superflua e ridondante: l’immensa fama del sei volte Pallone d’Oro non ha bisogno di ulteriori captatio benevolentiae. Il 18 dell’Albiceleste – sembra assurdo, ma Messi non indossa la 10 – è in assoluto il migliore in Olanda con sei gol all’attivo, di cui due nella finale contro la Nigeria. In quella competizione, ad onor del vero, si distingue pure Pablo Zabaleta, autore di tre segnature, ma la realtà è che quell’Argentina Under 20 ha tutto: carattere (Paletta, in lista come centrocampista, e Garay), gioco (Biglia e Gago), classe (Agüero), e uno dei più grandi calciatori, se non il più grande, di tutti i tempi. Giovanissimo sì, ma che, paradossalmente, proprio nel 2005 conquista il suo unico mondiale con la Seleccion. Sarà il quinto di categoria per la nazionale Albiceleste e forse non è un caso. I giovani campioni argentini tengono molto, oltre che al mondiale di categoria, alla conquista del premio come miglior giocatore del torneo. Il Pallone d’Oro –così si chiama il riconoscimento –, sarà meno importante di quello attribuito da France Football e di cui è piena la bacheca di Leo, ciononostante ha un grande appeal in Argentina. Attrazione che nasce dalla firma del primo illustre vincitore della Seleccion, nel 1979: Diego Armando Maradona. Manco a dirlo, quasi un trentennio dopo, a conquistare questo premio, che rappresenta una sorta di investitura, sono Lionel Messi – nel 2005 – e Sergio Aguero nel 2007. Ci chiediamo, ancora, perché il Mondiale Under 20 sia così rilevante dalle parti di Buenos Aires?

Rosa Argentina

Portieri: Nereo Champagne, Nicolás Navarro, Óscar Ustari

Difensori: David Abraham, Julio Barroso, Gustavo Cabral, Lautaro Formica, Ezequiel Garay

Centrocampisti: Rodrigo Archubi, Lucas Biglia, Neri Cardozo, Fernando Gago, Gabriel Paletta, Patricio Pérez, Juan Torres, Pablo Zabaleta

Attaccanti: Kun Agüero, Emiliano Armenteros, Lionel Messi, Gustavo Oberman, Pablo Vitti

AUSTRALIA

Unica rappresentante dell’Oceania, la nazionale dei canguri finisce il proprio girone a 2 punti, come Giappone e Benin. Per via della peggiore differenza reti chiude all’ultimo posto del gruppo A. Di quella nazionale ricordiamo, nemmeno troppo, il portiere Vukovic che ha difeso qualche anno più tardi (e per giusto qualche partita) la porta del Genk.

Rosa Australia

Portieri: Adam Federici, Justin Pasfield, Danny Vuković

Difensori: Aaron Downes, Adrian Leijer, Trent McClenahan, Mark Milligan, Jacob Timpano, Nikolai Topor-Stanley

Centrocampisti: Billy Celesky, Spase Dilevsky, Vince Lia, Stuart Musialik, Kristian Sarkies, Cris Tadrosse, Nick Ward, James Wesolowsky, Ruben Zadkovich

Attaccanti: Jay Lucas, David Williams

BENIN

Per chi se lo stesse chiedendo, il Benin è una piccola Nazione ubicata nell’Africa Occidentale. Dopo aver scoperto la collocazione geografica di questo stato, sarete sicuramente interessati alla prestazione della sua nazionale Under 20 in Olanda. No? Beh, noi ve la facciamo presente ugualmente: gli africani arrivano terzi nel gruppo A, non riuscendo ad accedere gli ottavi di finale, appannaggio del Giappone, a causa di un gol in meno realizzato rispetto alla nazionale nipponica.

Rosa Benin

Portieri: Yoann Djidonou, Benoit Tardieu

Difensori: Michael Ainon, Charaf Chitou, De Gaulle Hountonto, Traore Moussa, Florent Raimy, Séïdath Tchomogo

Centrocampisti: Mathieu Adeniyi, Coffi Agbessi, Jocelyn Ahouéya, Marvin Aissi, Romuald Boco, Thierry Honvo, Oscar Olou, Medard Zanou

Attaccanti: Abou Maïga, Youssouf Nassirou, Razak Omotoyossi, Bachirou Osseni

BRASILE

Una prerogativa spesso e volentieri tutta sudamericana quella di mettere in mostra i propri gioielli in occasione della kermesse iridata Under 20. E anche questa volta il Brasile si presenta alla manifestazione con la decisa volontà di conquistare l’alloro finale.

A dispetto della tradizione verdeoro votata al calcio d’attacco, l’Under 20 guidata da Weber è una squadra solida che fa della difesa la sua forza. Il Brasile conquista il gruppo F con sette punti e nessun gol subito. Agli ottavi elimina la Siria con un 1-0 che testimonia ancora una volta l’ottimo reparto difensivo, mentre ai quarti sconfigge la Germania.

Peccato che a guastare i piani dei carioca ci abbiano pensato gli odiati argentini in una pirotecnica semifinale. L’unico vero passo falso di un torneo che, comunque, non vede all’opera il miglior Brasile che si ricordi. Eppure i Verdeoro si presentano con una rosa piena zeppa di nomi di cui si sentirà parlare: da Rafinha (terzino di Schalke 04, Genoa e Bayern Monaco), Diego Tardelli, Gladstone (qualcuno lo ricorderà alla Juventus e al Verona) e Rafael Sobis (per lui un fugace passaggio al Real Betis). Tanti nomi, pochi risultati, però. Il Mondiale si conclude col terzo posto, conquistato grazie ad un’avventurosa rimonta negli ultimi minuti di gioco ai danni del Marocco

Rosa Brasile

Portieri: Bruno Landgraf, Diego Alves, Renan

Difensori: Edcarlos, Fábio Santos, Filipe Luís, Gladstone, João Leonardo, Leonardo, Rafinha

Centrocampisti: Arouca, Diego Souza, Ernane, Evandro, Fellype Gabriel, Renato

Attaccanti: Bobô, Diego Tardelli, Quirino, Rafael Sóbis, Roberto De Sousa

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